Radioterapia, contano più le apparecchiature o l'abilità degli operatori?

   Sportello Cancro, 18/10/2012

MEDICINA PRATICA
«Non serve inseguire l'apparecchiatura d'avanguardia: la radioterapia conformazionale standard è sufficiente»

Devo fare radioterapia per un tumore e la confusione è grande: macchinari diversi, a 3 o a 6 dimensioni, stereotassica o a fasci esterni, ad intensità modulata (IMRT), Cyberknife, Gammaknife, adroterapia… mi può aiutare? Per esempio, è fondamentale che il macchinario sia nuovissimo? E come posso avere informazioni sull'età delle attrezzature dell'ospedale in cui mi curano? Vorrei poi sapere se, a parte l'apparecchiatura, ci sono altri criteri per valutare la qualità delle cure in radioterapia. Insomma, mi preoccupo io per niente o un buon centro dà delle garanzie in più sulla buona riuscita del trattamento?
Risponde Giovanni Mandoliti, presidente associazione italiana di radioterapia oncologica (Airo)

La radioterapia rappresenta, insieme alla chirurgia e alla chemioterapia, uno dei trattamenti indicati nella cura di molte neoplasie. Sono diversi i tipi di macchinari disponibili, se ne producono costantemente di nuovi e sempre più sofisticati. Il messaggio che noi radioterapisti vorremmo trasmettere ai pazienti è che non serve «inseguire» l'apparecchiatura d'avanguardia per un ottimale trattamento radiante: nella maggior parte dei casi la radioterapia conformazionale (3D-CRT), considerata attualmente lo standard, è sufficiente a trattare la maggior parte delle neoplasie. E questa metodica viene attualmente eseguita in tutti i centri di radioterapia oncologica italiani. L'utilizzo di acceleratori lineari e l'integrazione con sistemi computerizzati per la ricostruzione tridimensionale del volume da irradiare (utilizzando immagini TC, RNM, PET-TC), sono gli elementi caratterizzanti la radioterapia conformazionale che utilizza fasci di radiazioni conformati ed adattati alla forma del volume da colpire. Questo trattamento garantisce, rispetto alla radioterapia tradizionale, la possibilità di erogare una maggiore dose alla massa tumorale e un maggior risparmio delle strutture sane e degli organi a rischio contigui.

L'evoluzione della radioterapia conformazionale è rappresentata dalla radioterapia ad intensità modulata (IMRT), che può essere definita come una metodica tecnologicamente avanzata che permette di irradiare con assoluta precisione e con dosi di radiazioni più elevate anche volumi bersaglio di forma complessa o localizzati in stretta contiguità di strutture critiche, in grado di tollerare dosi inferiori a quelle richieste per il controllo della neoplasia. Ulteriore metodica di irradiazione è la tecnica stereotassica che consente l'irradiazione di lesioni di dimensioni ridotte (fino a 3-4 cm), con forma sferica od ovale e con la possibilità di concentrare con estrema precisione la dose nel volume di interesse e quindi di somministrare dosi elevate. Nel suo complesso il «parco macchine» presenti nei centri italiani è soddisfacente e la maggior parte dei centri di radioterapia oncologica è dotata di acceleratori lineari di ultima generazione. Le apparecchiature più sofisticate, utili peraltro a una minima quota di pazienti, sono distribuite uniformemente sul territorio nazionale in alcuni centri di eccellenza. L'Airo è costantemente impegnata a monitorare la situazione su tutto il territorio e in una sezione del sito (www.radioterapiaitalia.it) è ospitato il censimento on line dei centri di radioterapia oncologica per fornire un panorama aggiornato ai pazienti, ribadendo tuttavia che la sola tecnologia, se non è collegata alla competenza e dalla professionalità degli operatori, non è sufficiente ad identificarne l'eccellenza.