Risultati positivi per un nuovo farmaco contro il tumore della mammella

   SanitàNews, 02/10/2012

Nuove prospettive per il trattamento del carcinoma mammario metastatico HER2-positivo. Al congresso della Societa' europea di oncologia medica (Esmo), in corso a Vienna, sono stati presentati i risultati dello studio di fase III 'Emilia' che mostrano come il trastuzumab emtansine (T-DM1) di Roche, un farmaco a bersaglio molecolare che colpisce in modo mirato, prolunga significativamente la sopravvivenza mediana delle pazienti affette da questa forma aggressiva di tumore: 5,8 mesi in piu' delle pazienti trattate con la terapia convenzionale. Il rischio di mortalita' e' stato ridotto del 32% rispetto alle donne trattate con la combinazione di lapatinib e capecitabina; inoltre, non sono stati osservati nuovi segnali relativamente alla sicurezza e gli avventi avversi sono stati in linea con quelli osservati negli studi precedenti. "I risultati - ha dichiarato Luca Gianni, direttore del dipartimento di oncologia medica dell'ospedale San Raffaele di Milano - dimostrano che T-DM1 non solo determina una superiorita' in termini di risposte terapeutiche e di durata delle stesse, ma anche un vantaggio, altamente significativo, in termini di sopravvivenza globale delle pazienti. Inoltre, il T-DM1 ha una tollerabilita' eccellente e effetti collaterali quasi nulli e puo' essere esteso ad altre tipologie di tumore".All'Esmo, Roche e il Breast International Group hanno illustrato anche I risultati finali dello studio di Fase III Hera, che ha confermato come il trattamento di un anno con trastuzumab rimanga la terapia standard per le pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo in fase iniziale. I dati dimostrano che il periodo di sopravvivenza libera da malattia non cambia se le pazienti utilizzano il farmaco per due anni, rispetto a quelle a cui e' stato somministrato per un solo anno.