«Farmaci innovativi disponibili subito in tutte le Regioni»

   hd-healthdesk, redazione, 03/12/2012

Agenzia del farmaco e Associazione di oncologia medica d’accordo: dopo l’ok dell’Aifa non serve un’ulteriore approvazione da parte delle Commissioni regionali e provinciali. Ma resta il problema dei costi

«I farmaci innovativi dovrebbero essere subito disponibili per i cittadini dopo la decisione sulla rimborsabilità da parte dell’Aifa, che segue l'approvazione dell’Ema, senza attendere l’ulteriore approvazione delle singole Commissioni regionali e provinciali e il successivo inserimento nei prontuari terapeutici regionali».
Così si è espresso il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco Luca Pani nel corso di un incontro con il presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) Stefano Cascinu.
Lo scopo dell’incontro era quello di condividere un percorso comune per garantire a tutti i pazienti le terapie antitumorali, pur nella difficile congiuntura economica nazionale.
Sul tema delle difformità regionali nell’accesso ai farmaci l’accordo tra Aifa e oncologi è totale: «Il nostro primo obiettivo è garantire a tutti i pazienti italiani il diritto di accedere ai trattamenti. Riteniamo pertanto che il ruolo dei prontuari terapeutici locali debba essere rivisto», ha ribadito Cascinu.
La scarsità di risorse è però la più grande urgenza del momento. In particolare la sfida è come garantire trattamenti innovativi molto costosi in una fase in cui la Sanità è costretta, più di altri settori, a stringere la cinghia.
È Pani a tracciare il quadro della situazione: «Mettere a disposizione [dei malati], nel più breve tempo possibile, farmaci veramente efficaci e innovativi è un dovere etico oltre che scientifico per un Paese civile. Certo, è necessario coniugare questi aspetti con la sostenibilità economica del sistema. Siamo infatti in presenza di un notevole incremento del costo medio dei farmaci dell’area terapeutica oncologica ed è prevedibile un crescente ricorso, nel medio periodo, a regimi di combinazione con farmaci di nuova generazione».
Ma come se ne esce? La prima misura è ampliare «sempre più il confronto sulle priorità con le società scientifiche e le comunità di clinici e pazienti, anche al fine di evidenziare il reale vantaggio terapeutico dei nuovi farmaci rispetto ai trattamenti disponibili», dice Pani. «Oggi con l’Aiom abbiamo condiviso le caratteristiche principali dei nuovi Registri di Monitoraggio, che saranno uno strumento più efficiente di controllo della spesa ma anche di verifica dell’outcome clinico». Il passo successivo potrebbe essere una richiesta di maggiore responsabilità alle aziende.
«Stiamo predisponendo un concept paper contenente i principali criteri per la valutazione dei nuovi farmaci oncologici e i parametri per la definizione di meccanismi di rimborso condizionato. Su quest’ultimo punto, rispetto anche al recente passato, i parametri di riferimento seppur omogenei per tutti i nuovi farmaci, sono necessariamente più stringenti, richiedendo così alle aziende farmaceutiche di accettare una reale condivisione economica del rischio di fallimento terapeutico, soprattutto per i farmaci per i quali non esistono marcatori che consentano di identificare e trattare solo quei pazienti potenzialmente rispondenti alla terapia».
In sostanza, le aziende potrebbero essere chiamate molto più di oggi a rimborsare una quota o l’intero costo se il farmaco si rivelasse inefficace nello specifico paziente. Tuttavia, «come prevedibile, si registrano delle resistenze che hanno purtroppo determinato difficoltà nel chiudere negoziazioni su farmaci ritenuti da Aifa assolutamente prioritari», ha concluso Pani.