Il cancro? «Versione stonata di una danza armoniosa»

   Sportello Cancro, 08/01/2013

STUDIO ITALIANO
Nuovo tassello per la comprensione dei meccanismi che favoriscono la crescita del tumore e delle metastasi


MILANO - Uno studio italiano pubblicato sulla rivista Cell chiarisce la genesi delle cellule staminali tumorali, responsabili dello sviluppo della malattia e della formazione delle metastasi. Si fa così un ulteriore passo in più per capire come il cancro riesca a trovare il modo di diffondersi nell’organismo e per individuare i giusti «bersagli» da colpire per annientarlo.

IL SEGRETO DI RIPRODURRE SE STESSO - Le cellule staminali del cancro sono un piccolo gruppo di cellule, verosimilmente responsabile delle metastasi, che alimenta la crescita dei tumori con gli stessi meccanismi attivi nello sviluppo embrionale e nel mantenimento delle cellule staminali sane. Un elemento che emerge con grande chiarezza dalla ricerca sul cancro degli ultimi anni è che un tumore non è un insieme di cellule uguali e ugualmente impazzite, come si credeva una volta, ma un vero e proprio tessuto dotato di tante cellule diverse. In altre parole, il cancro ha le sue radici negli stessi meccanismi che garantiscono ai nostri corpi di vivere per decenni, di auto-rinnovarsi e di ripararsi. I ricercatori stanno lavorando per scoprire le differenze fra la norma e la malattia. In particolare quello che vogliono individuare sono le forzature che il tumore è costretto a fare per rigenerarsi come un organo nuovo e abnorme. In condizioni normali lo sviluppo di un nuovo organo avviene solo durante lo sviluppo embrionale, e soltanto pochi organi, come il fegato, sono capaci di rigenerarsi dopo aver subito un danno. Il cancro è un organo che ha scoperto il segreto di come riprodurre se stesso, ed è grazie alle sue cellule staminali che si possono sviluppare le metastasi, con ricadute dopo la chemioterapia.

LO STUDIO - Le cellule tumorali da sole però non riuscirebbero a fare molto, e anche il più aggressivo dei tumori ha bisogno di ricevere parecchi segnali dall’ambiente che lo circonda. Uno di questi segnali viene da un ormone che si chiama Wnt: un fattore attivo durante lo sviluppo embrionale e nei normali processi rigenerativi. Ora, un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Padova, guidati da Stefano Piccolo, ha scoperto che l’eccesso dell’ormone Wnt, normalmente coinvolto nella costruzione degli organi e nei processi rigenerativi, attiva un gene maestro della staminalità tumorale, chiamato TAZ (già noto ai ricercatori perché durante lo sviluppo di un organo controlla le sue dimensioni e animali che per difetti genetici nascono con troppo TAZ sviluppano organi giganteschi.) «Lo studio pubblicato su Cell (con il sostegno di un programma di ricerca AIRC) - spiega Piccolo - dimostra che nell’organismo possono esistere due processi di sviluppo, uno normale e uno aberrante. Il processo di crescita aberrante, che regola la crescita e la dimensione di un tumore, e la proliferazione delle metastasi, è la versione stonata di quella danza armoniosa che guida invece lo sviluppo embrionale». La scoperta apre nuove prospettive terapeutiche: in futuro, grazie a farmaci mirati e anticorpi monoclonali sarà possibile colpire con un unico vettore sia Wnt che TAZ e arrestare, quindi, lo sviluppo della malattia.