«Non abbandoniamo i malati dopo le cure»

   Sportello Cancro, V.M. 08/02/2013

TUMORI
Controlli e sostegno psicologico, stile di vita sano e relazioni sociali: sono le soluzioni migliori per scongiurare le ricadute


MILANO - I pazienti che guariscono da un tumore dopo aver affrontato, superandola, una dura battaglia contro la malattia, non devono essere lasciati soli. I lungoviventi o survivors, cioè chi ha appena terminato un percorso di cura con risultati positivi, necessita ancora di assistenza, attraverso programmi di controllo e di cura, sia dal punto di vista clinico che psicologico. E’ questo il tema affrontato durante un incontro in corso ad Aviano (Pordenone), durante il quale si analizzano i modelli di gestione nazionali e internazionali basati sulla «centralità del paziente» per seguire gli oltre due milioni 250mila connazionali che si sono lasciati il cancro alle spalle.

QUANTO SONO IMPORTANTI I CONTROLLI - «Dopo la diagnosi di un tumore i controlli periodici rappresentano un momento importante per la valutazione del paziente» dice Paolo Tralongo, direttore dell’oncologia medica della Rete di assistenza oncologica della provincia di Siracusa . Le visite sono fondamentali per vigilare attentamente sull’eventualità che la malattia si ripresenti. Nei primi periodi successivi al termine delle terapie, i controlli devono essere necessariamente ravvicinati, per poi diradarsi man mano che ci si allontana nel tempo dall’insorgenza del tumore. Senza creare ansie ingiustificate va comunque ricordato che il malato guarito può cadere in recidive o contrarre un secondo tumore. Inoltre ci sono guarigioni che implicano stati di invalidità permanenti, più o meno gravi, che rendono il paziente dipendente dai presidi medici e da varie forme di assistenza. Oltre alla sorveglianza della malattia oncologica, poi, il follow up consente di prendere in considerazione altri aspetti della salute, come spiega l’esperto: «Le tossicità tardive, i secondi tumori, le comorbidità (cioè le malattie concomitanti, ndr), la fatigue, l’educazione a stili di vita corretti (nutrizione, attività fisica, astensione da fumo e alcol), l’impatto psicosociale della malattia e tutte quelle condizioni comunque legate alla malattia oncologica che ostacolano il ritorno alla normale quotidianità e per le quali esistono strumenti e procedure di provata utilità ed efficacia».

LE BUONE REGOLE DA SEGUIRE PER GLI EX MALATI - Insomma, gli ex-malati che possono con il passare degli anni considerarsi guariti non vanno abbandonati a sé stessi, ma aiutati a riconquistare una vita pienamente soddisfacente. E loro stessi, per primi, devono capire l’importanza di «seguire buone abitudini»: «Ciascuno di noi può fare tanto per migliorare la propria salute, anche dopo il cancro – conclude Tralongo -. Non iniziare a fumare, o interrompere questa abitudine, risulta quanto mai importante per la salute di chiunque e in particolare di un lungovivente, così come mangiare in modo vario ed equilibrato. Il consumo di alcool eccessivo è dannoso per l'organismo e può essere cause di malattie . Un esercizio costante e quotidiano consente di prevenire le malattie del cuore, ridurre il sovrappeso, le cadute, la depressione, l'osteoporosi, le complicanze broncopolmonari. Senza sottovalutare le relazioni personali: più si hanno amici, o persone da frequentare, nel corso della giornata meno ci si ammala. L’isolamento può essere, molto spesso, più dannoso del fumo, della cattiva alimentazione e persino dell’obesità».