Carta del rischio dei tumori in settanta geni

   Sportello Cancro, Luigi Ripamonti, 28/03/2013

MEDICINA PREDITTIVA
Lo studio su 100 mila malati. Gli italiani hanno partecipato a una squadra internazionale


Un notevole passo avanti verso la diagnosi precoce e la prevenzione dei tumori è stato compiuto dal Collaborative Oncological Gene-Enviroment Study, consorzio internazionale di ricerca che ha identificato 70 varianti genetiche associate allo sviluppo del cancro di mammella, ovaio e prostata, esaminando 100 mila malati. La comunicazione è raccolta in cinque studi pubblicati sulla rivista Nature Genetics , a tre dei quali hanno contribuito centri oncologici e universitari italiani, coordinati dall'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. «Ognuna delle varianti è associata a un aumento del rischio di sviluppare uno dei tumori in questione» spiega Paolo Radice, del dipartimento di Medicina Predittiva dell'Istituto milanese. «L'incremento può essere modesto se si è portatori di una sola variante o elevato qualora se ne hanno diverse. In questo modo diventa possibile capire, in base a dati oggettivi, chi può giovarsi di strategie preventive più stringenti e di controlli più serrati».
Problemi tecnologici e organizzativi non rendono possibile applicare subito questi test su larga scala. «Ma confidiamo che diverrà possibile tra qualche anno» sottolinea Radice. La medicina predittiva viene praticata da anni all'Istituto dei Tumori di Milano. «Nel 1995 abbiamo attivato una struttura dedicata e poi un ambulatorio di counselling genetico» spiega Marco Pierotti, direttore scientifico dell'Istituto. «In questo modo, in base alle conoscenze che si rendono via via disponibili, adottiamo già da tempo i provvedimenti più adatti per ciascuna persona in chiave di diagnosi precoce e prevenzione».