Che cos'è e a che cosa serve l'elettrochemioterapia?

   Sportello Cancro, 05/03/2013

ONCOLOGIA

Tecnica indicata nei casi non candidabili alla chirurgia per motivi tecnici, ma anche estetici in alcuni tumori del volto

Dopo quadrantectomia, radio e chemioterapia per cancro della mammella, mi sono comparsi dei noduli cutanei al seno. Mi propongono l'elettrochemioterapia. Che cos'è e a che serve?

Risponde Nicola Mozzillo - Direttore Dip. melanoma e tessuti molli, Ist. tumori Fondazione Pascale, Napoli
L'elettrochemioterapia è una tecnica nuova e promettente. Inizialmente è stata utilizzata per le metastasi cutanee o sottocutanee di alcuni tumori e per le neoplasie della pelle inoperabili che non rispondono ai trattamenti convenzionali. L'elettrochemioterapia (frutto di una tecnologia tutta made in Italy e che si sta diffondendo in tutto il mondo medico avanzato) si basa sul fatto che, quando una cellula viene esposta a un campo elettrico, la sua membrana si modifica e alcune molecole, che impiegherebbero molto tempo ad attraversarla, riescono a entrare rapidamente nella cellula. In questo modo la lesione cancerosa assorbe di più e meglio il chemioterapico somministrato pochi minuti prima, per via endovenosa o localmente, che raggiunge concentrazioni 8 mila volte superiori e colpisce "a morte" le cellule tumorali, risparmiando i tessuti sani. Possono così essere utilizzate dosi minori di farmaci, ottenendo maggior efficacia con meno effetti collaterali e con una degenza ospedaliera molto breve. Il trattamento può essere ripetuto per curare aree più estese o metastasi, con percentuali di successo intorno al 70%. La procedura richiede un'anestesia generale o, a volte, locale e pertanto può essere applicata anche a pazienti molto delicati. Questa tecnica è indicata nei casi non candidabili alla chirurgia per motivi tecnici (a causa della diffusione della malattia), ma anche estetici in alcuni tumori del volto. Le indicazioni si vanno continuamente ampliando e includono per ora tumori cutanei, recidive cutanee e sottocutanee da melanoma, da carcinoma della mammella, sarcoma di Kaposi, nonché metastasi ossee, neoplasie del cavo orale e di testa-collo, dei genitali esterni, del fegato, del pancreas. In fase sperimentale è il trattamento dei tumori del tubo digerente.