Domande e desideri delle donne guarite

   Sportello Cancro, Vera Martinella(Fondazione Veronesi), 08/03/2013

DURANTE E DOPO LE CURE PER UN TUMORE
Le pazienti hanno molte curiosità e tante soluzioni disponibili per salvaguardare la femminilità. Ecco alcune risposte


MILANO - Posso avere un figlio, correre, nuotare, fare i massaggi o la tinta ai capelli? Ogni anno in Italia più di 160mila donne devono affrontare una diagnosi di tumore e, dopo le terapie, il desiderio di «riprendersi la vita di prima» è grande. Alla luce del fatto che, grazie ai successi della diagnosi precoce e ai progressi nelle cure, sempre più spesso è possibile parlare di guarigione, il ritorno alla normalità riceve oggi una crescente attenzione. È questo il tema al centro della giornata "L'immagine ritrovata, la centralità della
qualità di vita della paziente oncologica" organizzata per l’8 marzo all’Istituto Tumori Regina Elena di Roma e all’Istituto Tumori Pascale di Napoli, con l’intento di rispondere alle domande più frequenti e offrire soluzioni che aiutino le pazienti a mantenere la propria femminilità durante e dopo i trattamenti oncologici.

POSSO AVERE UN FIGLIO? - Un numero crescente di tumori, specie al seno, viene diagnosticato in età fertile, mentre la prima gravidanza tende a spostarsi in avanti con gli anni. Capita così che non poche pazienti incontrino la malattia senza aver ancora avuto un figlio: in molti casi il desiderio di maternità può essere salvaguardato ed è ormai sicuro che non esistono controindicazioni assolute alla maternità dopo un tumore, né per la salute della mamma né per quella del bambino. «Il primo passo per tutelare la capacità riproduttiva è eseguire un intervento chirurgico il meno demolitivo possibile - spiega Stefano Greggi, direttore della Ginecologia all’Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli -. Se la malattia lo consente, preservare l'utero e soprattutto le ovaie nelle donne è ormai uno standard in molte neoplasie. È inoltre possibile ricorrere a procedure di fecondazione assistita: congelare gli ovociti o conservare parte del tessuto ovarico. O ancora - prosegue l’esperto - si può praticare la trasposizione ovarica che consiste nello spostamento chirurgico delle ovaie in caso si debba sottoporre l’area a radioterapia. Inoltre, disponiamo di farmaci agonisti del GnRH (analoghi dei fattori di rilascio delle gonadotropine) che consentono di sopprimere la funzione ovarica durante la chemio, mettendo così a riposo le ovaie in modo che non vengano danneggiate dal trattamento».

POSSO FARE SESSO? - Può sembrare del tutto fuori luogo occuparsi di cose «frivole» davanti alla paura di morire e la vita sessuale resta ancora troppo spesso un tabù, ma nell’ottica di una qualità di vita soddisfacente il recupero dell’intimità con il partner non può essere tralasciato. «Sebbene molte pazienti abbiano a cuore la questione, solo poche trovano il coraggio di affrontarla - spiega Francesco Cognetti, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma - e molti medici sono ancora impreparati sul tema, che è invece cruciale per il benessere complessivo delle pazienti. Dolore durante il rapporto, frigidità, scarsa lubrificazione, secchezza vaginale, perdita del desiderio, difficoltà a raggiungere l’orgasmo sono i disturbi più frequenti, che causano imbarazzo, le fanno spesso sentire in colpa nei confronti del partner e spesso finiscono per minare la loro femminilità e isolarle. Ma questi problemi, spesso transitori, possono essere risolti con pomate, cerotti a rilascio di estrogeni per stimolare il desiderio e rallentare l’insorgenza della menopausa precoce, antidolorifici, gel lubrificanti per combattere secchezza e dolore».

POSSO «RESTARE BELLA»? - Altra faccenda cruciale, specie per l’impatto psicologico della malattia, è l’estetica. Ogni donna ha il suo faticoso rapporto con lo specchio e doversi sottoporre alle cure anticancro certo non aiuta. La bellezza non è la prima cosa di cui ci si preoccupa quando si riceve una diagnosi oncologica, ma nei mesi a seguire è una componente rilevante per il benessere delle malate: vedersi brutte, gonfie, pesanti, senza capelli è una seconda battaglia da combattere. «Poter mantenere un’immagine corporea gradevole è di grande sostegno e conoscere i trucchi per migliorare il proprio aspetto aiuta a vivere meglio la malattia - dice Antonella Savarese, dell’Oncologia Medica A del Regina Elena -. Faticosi interventi chirurgici e i cicli di chemio e radioterapia, infatti, lasciano spesso un segno visibile (soprattutto su pelle, unghie e capelli) e quando si torna alla vita quotidiana, al lavoro o a casa dai propri cari, poter sorridere alla propria immagine riflessa nello specchio è un buon modo per iniziare la giornata».

POSSO TRUCCARMI? - I prodotti a disposizione sono tanti: da quelli di bellezza per la pelle, per il viso o il corpo, a parrucche, reggiseni speciali, protesi, creme varie. Che fare, ad esempio, contro quel colorito grigio-giallastro spesso dato dai farmaci chemioterapici? La parola d’ordine è idratare. Per nascondere occhiaie, imperfezioni e depigmentazione, poi, un buono stick sotto il fondotinta aiuta, tanto quanto opacizzare e illuminare con cipria o fard, scelti accuratamente in base al proprio tipo di pelle.

POSSO PRENDERE IL SOLE? - In generale gli effetti collaterali di chemio e radio sono transitori e si attenuano con la sospensione dei trattamenti. A farne le spese è soprattutto la cute con secchezza, prurito, rossore, eritemi, desquamazione fino alle discromie (cambiamenti del normale colorito della pelle). Meglio utilizzare detergenti delicati e oleosi, usare prodotti per pelli sensibili preferibilmente senza profumi. «Finché la pelle risente delle cure è consigliabile evitare il sole diretto e bere molta acqua per reidratare la pelle - continua Savarese -. Ma nei mesi o anni dopo non serve nessuna cautela e speciale e sono validi i buoni consigli generali per una corretta esposizione ai raggi solari: evitare il sole più caldo delle ore centrali e usare creme protettive per scongiurare scottature».

POSSO TINGERMI I CAPELLI? - Stesso discorso per i capelli: meno li si «stressa» meglio è e se la lunghezza è ridotta anche l’eventuale alopecia si nota meno. Ma la tinta e i vari trattamenti dal parrucchiere (stiratura o permanente) non sono vietati, pur facendo attenzione a utilizzare prodotti delicati.
Anche le unghie possono diventare fragili e spezzarsi con maggiore facilità. In questi casi è preferibile evitare manicure aggressive e unghie finte, tenendo le proprie corte e idratate.

POSSO FARE GINNASTICA? E I MASSAGGI? - Le paure ingiustificate sull’attività fisica sono molto comuni e quanto mai infondate. «La verità è che lo sport contribuisce a scaricare meglio le tensioni fisiche negative e riacquistare un buon rapporto col proprio corpo - conclude Cognetti -. Ma fare ginnastica regolarmente è anche, soprattutto, un modo efficace per tenere lontano il cancro o le sue ricadute. Come hanno dimostrato ormai moltissimi studi scientifici, tenersi in forma (dal semplice camminare alla vera e propria attività sportiva) contribuisce non poco a diminuire le probabilità di ammalarsi o di sviluppare una recidiva. Quindi via libera a ogni sport, compatibilmente con l’età e lo stato di salute generale delle pazienti». Anche massaggi e cure termali non hanno alcuna controindicazione assoluta e sono comunque utili per il benessere generale della donne.


Nota della Redazione A.N.D.O.S. onlus Nazionale: 
Introduce il convegno Direttore Sanitario Aziendale Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena”, Roma d.ssa Flori Degrassi, presidente Nazionale dell'A.N.D.O.S. onlus. Al convegno partecipano i nostri comitati A.N.D.O.S. onlus