Lo stress sul lavoro fa venire il cancro?

   Sportello Cancro, Vera Martinella (Fondazione Veronesi), 06/03/2013

STUDIO FINLANDESE
I medici: «Improbabile». Ogni legame fra tumore e cause psichiche è solo ipotesi non suffragata da dati scientifici

MILANO – Diversi studiosi hanno tentato anche di rispondere a un quesito ricorrente: ansia, stress, preoccupazioni, dispiaceri possono favorire l’insorgenza di un tumore? La risposta è sempre stata la stessa, per ora: non esiste alcuna dimostrazione scientifica. Alla stessa conclusione sono giunti i ricercatori finlandesi che hanno pubblicato sul British Medical Journal gli esiti di un’analisi condotta sui dati di oltre 116mila persone: è improbabile che ore e ore di attività frenetica e nervosa in ufficio causino il cancro. Certo non fanno bene all’umore o alla salute, ma almeno il pericolo d’ammalarsi così gravemente pare scongiurato.

LA RICERCA - Con l’intento di verificare se lo stress lavorativo possa essere associato con il rischio delle forme più diffuse di tumore (colon, polmoni, seno o prostata), gli studiosi dell’Istituto Finlandese di Medicina del Lavoro e dello University College di Londra hanno condotto una meta-analisi delle informazioni contenute in 12 studi che coinvolgevano 116mila uomini e donne, fra i 17 e i 70 anni, residenti in Finlandia, Francia, Olanda, Svezia, Danimarca e Regno Unito. Il livello di stress psicologico sul posto di lavoro è stato calcolato utilizzando una misura convalidata (lo sforzo o la pressione provata, in inglese job strain) e analizzato insieme ad altri parametri, come l’età, il sesso, la posizione socioeconomica, il consumo di fumo e alcol. Nell’arco dei 12 anni presi in considerazione dagli studi, il cinque per cento circa dei partecipanti si è ammalato di cancro, ma non è stata trovata alcuna evidenza fra il tipo di tensione accumulata durante l’attività e il rischio di tumore. «Non ci sono prove - scrivono i ricercatori - che attestino un legame. E sebbene ridurre lo stress lavorativo contribuirebbe a migliorare il benessere e la salute generali delle persone, è improbabile che questo abbia conseguenze sul pericolo d’ammalarsi di cancro».

LA PSICHE INFLUENZA LE CURE - Problemi cardiologici e gastroenterici, colon irritabile, stanchezza cronica, difficoltà a dormire, mal di testa, fibromialgia sono alcuni dei disturbi più comunemente associati all’eccesso di stress. Per ammalarsi, sia ben chiaro, non basta «passare un periodo difficile» o essere molto nervosi, ma occorre il mix tra predisposizione genetica e presenza di altri fattori (come il sovrappeso, il fumo, la sedentarietà, il colesterolo alto o malattie concomitanti come il diabete o la pressione alta, per esempio) che combinati a una tensione prolungata affaticano l’organismo al punto da farlo ammalare. Allo stato attuale, ogni legame fra tumore e cause psichiche è soltanto una pura ipotesi, non suffragata da dati scientifici. È invece stato appurato che la psiche «influenza» l’andamento delle cure, nel senso che la maggiore o minore voglia di partecipare a controlli e terapie gioca un ruolo nei risultati. Non si tratta di ottimismo o pessimismo, ma di una consapevole adesione alle terapie: chi si abbandona al fatalismo o alla disperazione è meno «attivo» e quindi meno interessato o partecipe. Mentre è di grande aiuto che il malato sia parte integrante del suo processo di cura, interagendo con i medici, prendendo decisioni o esponendo le proprie difficoltà e problemi.