Sconfiggere il tumore al seno. La nuova sfida è la tomosintesi

   L’arena.it, Elisa Innocenti, 23/03/2013


MEDICINA. Al convegno in Gran Guardia organizzato dall'Andos presentati i dati raccolti tra Verona, Trento e l'Australia. È un apparato che consente un'analisi molto più precisa  della tradizionale mammografia con immagini tridimensionali

Verona. Si chiama tomosintesi il futuro della lotta contro il tumore al seno e il primo studio sull'uso di questo rivoluzionario strumento è targato Verona. Si tratta di un macchinario di ultima generazione che consente un'analisi molto più precisa rispetto alla classica mammografia, pur essendo molto simile come sensazioni per la donna, anzi forse meno fastidioso, fornendo immagini tridimensionali, che permettono così una visione migliore.  La raccolta dei dati, realizzata tra Verona e Trento, in collaborazione con l'Australia, ha fornito risultati molto incoraggianti e tra pochi anni potrebbe diventare un esame imprescindibile per tutte le donne sopra i 50 anni, le più a rischio per questo tipo di neoplasia. Lo studio è stato presentato nel corso del convegno in Gran Guardia su «Cosa è cambiato nella prevenzione del tumore al seno», organizzato dalla Andos, l'associazione nazionale donne operate al seno.  «Un convegno che si tiene ogni quattro anni», spiega la presidente di Andos Verona, Annamaria Nalini, «per far conoscere le nuove frontiere nella lotta a questo patologia. Crediamo che l'informazione sia la prima arma di prevenzione». E la diagnosi precoce rimane il modo migliore per combattere il tumore al seno, che colpisce ogni anno quasi 50mila persone, cifra che lo rende il cancro più frequente nel genere femminile. «La verità è che non sappiamo realmente cosa causi questa neoplasia», ammette Lauro Bucchi, oncologo dell'Istituto tumori della Romagna, «che è asintomatica. Quindi l'unica reale prevenzione possibile è il controllo, da iniziare fin da giovani, con l'autopalpazione, per proseguire poi con ecografie e mammografie, che sono garantite dal sistema sanitario, dopo i 50 anni di età». E se, dopo decenni di aumento, l'incidenza della malattia è in calo e la percentuale di guarigione in crescita (in Italia la percentuale di pazienti che sopravvivono è in media superiore all'85%) grazie alle diagnosi precoci garantite dagli screening e ai progressi in campo clinico, da qualche anno si assiste a una crescita di tumori alla mammella nelle donne più giovani, già a partire dai 25 anni, anche se le più colpite rimangono le donne in età più avanzata.  Gli oncologi potrebbero però presto avere una nuova freccia al proprio arco, grazie alla tomosintesi, che consente di individuare tumori piccolissimi, che sfuggono alla mammografia, consentendo di intervenire in modo precocissimo. «La sperimentazione da noi effettuata», spiega Francesca Caumo, responsabile del Centro di prevenzione senologica dell'Ulss 20, che ha raccolto i dati insieme al team guidato da Stefania Montemezzi, Responsabile dell'Unità operativa di Radiologia dell'Azienda ospedaliera veronese, «ha dimostrato che è stato individuato un 30 per cento in più di tumori rispetto alla mammografia. Parliamo di tumori piccolissimi, sotto al centimetro, che è possibile vedere grazie ai diversi strati che la tomosintesi fotografa. Si tratta di un enorme passo in avanti», prosegue la senologa, «perché scovandoli in una fase così iniziale la chirurgia può essere meno invasiva e le possibilità di guarigione ancora più alte». Il Centro di prevenzione, che controlla ogni anno 16mila donne, individuando circa 100 nuovi casi di tumori al seno, ha sede a Marzana e a San Bonifacio.  «Ma tra poco, spero entro la fine dell'anno», anticipa la dottoressa Caumo, «verrà aperta una nuova sede anche nell'ospedale di Borgo Trento, offrendo così un nuovo servizio alle donne veronesi».