Tumori: nei siti a rischio salgono del 9 per cento

   Sportello Cancro, Vera Martinella, 09/05/2013

L'INDAGINE. NELLE DONNE I CASI DI CANCRO AUMENTANO DEL 7%

Gli esiti preliminari di uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Associazione Italiana Registri Tumori che valuta i rapporti fra inquinamento e varie forme di cancro


MILANO - Quanto incidono le condizioni ambientali in cui viviamo sul rischio di ammalarci di tumore? A questa domanda intende rispondere lo studio sull’incidenza dei tumori nei Siti d’interesse nazionale (SIN) condotto dal Dipartimento Ambiente e connessa Prevenzione Primaria dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e dall’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum). Sono stati presentati a Siracusa i risultati preliminari emersi dalla prima fase dell’indagine, ma entro la fine del 2013 è prevista la pubblicazione di un documento contenente le analisi definitive: l’incidenza dei tumori nei siti italiani a rischio aumenta del nove per cento negli uomini e del sette per cento nelle donne.

L’OBIETTIVO DELL’INDAGINE - «Questo studio analizza moltissime variabili che puntano a valutare se ci sia un rapporto tra inquinamento ambientale in determinate aree e lo sviluppo di tumori - spiega Stefano Ferretti, ex segretario nazionale Airtum, dal convegno internazionale in corso in Sicilia, che vede riuniti esperti del Gruppo per la Registrazione e l’Epidemiologia del cancro nei paesi di Lingua Latina (GRELL), dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) -. È come sovrapporre due mappe, quella dei siti contaminati e quella dei casi di cancro, per verificare se e dove coincidono. Quello che sappiamo oggi, in base agli esiti preliminari, è che in certe zone, già considerate "a rischio" perché inquinate (i SIN appunto), si registra in effetti un aumento dei casi di cancro. Avere queste e informazioni e conoscere queste dati è utile alle autorità per la tutela della salute, che hanno così conferme statistiche su quanto accade in determinati territori». Le evidenze così raccolte possono, fra l’altro, contribuire a identificare nuovi potenziali carcinogeni ambientali, rafforzare le conoscenze su quelli già noti (e classificati dallo Iarc) o, al contrario, smentire alcune ipotesi avanzate che non trovano riscontro nei fatti.

I DATI PRELIMINARI - L’analisi è stata condotta su 23 dei 44 siti d’interesse nazionale dello studio SENTIERI. La popolazione complessiva oggetto dello studio è di circa due milioni di persone. L’analisi è stata condotta sul periodo 1996-2005 per il totale dei tumori e per 35 sedi o gruppi di sedi tumorali specifiche. Nel periodo in esame, nell'insieme dei 23 SIN considerati sono stati diagnosticati 57.391 casi di tumore negli uomini e 49.058 nelle donne, rispettivamente nove e sette per cento in più rispetto a quanto atteso in base alla "normale" incidenza prevista dai Registri italiani distinti per macro-area (Italia centro-settentrionale e Italia centro-meridionale). A questo dato contribuiscono, in particolare, in entrambi i generi i tumori maligni di: esofago, colon-retto, fegato, colecisti e vie biliari, pancreas, laringe, polmone, pelle (melanomi), rene e vie urinarie, vescica e linfoma non Hodgkin. Negli uomini, inoltre, si osservano eccessi di: mesotelioma tumori maligni di prostata, testicolo, encefalo; fra le donne, tumori maligni di: mammella, sistema linfo-emopoietico nel suo complesso e, in particolare, della leucemia mieloide cronica. Si osserva in entrambi i generi un deficit di tumori gastrici. Fra gli uomini si rileva un deficit di leucemie totali, linfoidi, anche croniche; fra le donne, deficit di tumori della tiroide, del corpo dell'utero e dei tessuti molli.

IN CHE DIREZIONE SI PROCEDE - Compito del gruppo di lavoro ISS-AIRTUM è ora capire quale sia il contributo dell’inquinamento ambientale all’incremento specifico osservato per alcune sedi tumorali. «Infatti - spiega Pietro Comba del Dipartimento Ambiente e connessa Prevenzione Primaria dell’Iss - tutti i tumori considerati possono essere causati da numerosi e diversi agenti attinenti sia all’ambiente, sia all’alimentazione e agli stili di vita. Quindi, per comprendere a fondo il significato di questi dati, è necessario confrontarli con altre due variabili: i dati di caratterizzazione ambientale, che indicano il livello di contaminazione delle diverse matrici (aria, acqua e suolo), e quelli cosiddetti di esposizione, che esprimono quanto la popolazione sia stata esposta a possibili fattori di rischio». Entrambe queste analisi sono in corso di elaborazione «e solo quando tutte queste informazioni saranno complete - aggiunge Emanuele Crocetti, attuale segretario Airtum - sarà possibile valutare pienamente quanto le condizioni ambientali incidano realmente sia sull’aumento del rischio di ammalarsi di alcuni tipi di tumore, sia sulla diminuzione dell’incidenza di altri, per esempio, nel caso dei tumori gastrici».