È vero che in Italia il tumore al seno è in crescita?

   Sportello Cancro, 14/06/2013

MEDICINA PRATICA
In realtà dalla fine degli anni Novanta si è registrata un'inversione di tendenza. In crescita l'incidenza sulle 40enni


La vicenda di Angelina Jolie, che si è sottoposta a mastectomia preventiva per il rischio genetico di cancro al seno, ha richiamato l'attenzione sulla malattia. Ho sentito e letto in questi giorni che oggi le donne si ammalano di più di questo tumore, è vero? Perché? Quante sono le probabilità di sviluppare un carcinoma mammario per chi non ha mutazioni genetiche o casi in famiglia? E che cosa dovrebbero fare le giovani donne come me (sono 37enne, coetanea dell'attrice) che non sono a particolare rischio?

Risponde Emanuele Crocetti, segretario nazionale Airtun, Associazione italiana registro tumori

In realtà in Italia l'incidenza del tumore al seno dopo una lunga fase di crescita (come in gran parte dei Paesi sviluppati) ha presentato, alla fine degli anni '90 , un'inversione di tendenza. Inoltre grazie ai progressi nelle cure e nella diagnosi precoce la mortalità è in calo. Oggi sono circa 46mila i nuovi casi diagnosticati ogni anno e la sopravvivenza media dopo 5 anni è di circa il 90%. La probabilità teorica di ammalarsi di carcinoma mammario nella vita riguarda 1 donna italiana ogni 8. La frequenza delle diagnosi cambia con l'età: da singoli casi su 100mila donne sotto i 30 anni, ogni anno; alle decine nelle 30enni; al centinaio nelle 40enni e a 2-300 casi nelle età successive.

I casi sotto i 40 anni sono meno del 5% del totale. Ciò che appare ancora in crescita è l'incidenza nelle 40enni. Questo è dovuto sia al cambio nelle abitudini riproduttive, perché si stima ci sia un aumento del rischio legato al posticipare la gravidanza, sia (ma questo è positivo) all'anticipazione della diagnosi grazie a esami di prevenzione. Le giovani donne «non a rischio», devono essere consapevoli di questa malattia e rivolgersi al medico nel caso percepiscano un nodulo. L'offerta di screening in Italia va dai 50 ai 69 anni con la mammografia ogni 2 anni, ma alcune Regioni invitano a farla anche le 45-49enni. Prima dei 45 anni valuti con il medico questa possibilità, sapendo che quest'esame ha in quest'età un'efficacia minore e una risonanza magnetica «vede meglio» attraverso un seno giovane.