Terapia genica contro le staminali tumorali

   D.Repubblica.it, Simone Valesini, 25/06/2013

Il gene Il 24, trasportato all'interno dei tumori grazie a un vettore virale, è in grado di distruggere le staminali tumorali di carcinoma mammario, inibendo la progressione della malattia e lo sviluppo di metastasi


Una nuova terapia genica in grado di distruggere le cellule staminali che alimentano la crescita del tumore, senza toccare quelle sane. Le voci su questa possibilità giungono dai laboratori della Virginia Commonwealth University (VCU), dove i ricercatori stanno studiando un gene noto come interleuchina 24 (Il 24). Secondo quanto riportano su International Journal of Cancer, una volta introdotto all’interno delle cellule tumorali mediante un virus (innocuo per l’essere umano e specificamente “riprogrammato” per fare solo da veicolo di trasporto), questo gene è in grado di indurre la morte cellulare (apoptosi), bloccando lo sviluppo del tumore e prevenendo la formazione di metastasi. Nel nuovo studio, la terapia si è infatti dimostrata efficace nel combattere la proliferazione delle staminali tumorali di carcinoma mammario, sia su culture cellulari sia in modelli animali.

Il gene. L’effetto antitumorale dell’interleuchina 24 è ben noto alla comunità scientifica. Il gene è in grado di indurre due diverse forme di “suicidio” programmato delle cellule (apoptosi e autofagia), di bloccare lo sviluppo dei vasi sanguigni che servono al tumore per crescere (angiogenesi) e di indurre la risposta del sistema immunitario contro la massa tumorale. Nel loro nuovo studio, i ricercatori della Virginia Commonwealth University hanno deciso di indagare l’efficacia del gene nell’inibire la crescita delle staminali tumorali di carcinoma mammario, ovvero i precursori delle cellule neoplastiche che svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo delle recidive.

Lo studio. I ricercatori hanno utilizzato uno speciale vettore virale, chiamato adenovirus ricombinante, programmato per trasportare il gene Il 24 direttamente all’interno delle cellule tumorali. Nelle culture cellulari infettate in questo modo, le staminali tumorali hanno mostrato una minore capacità di proliferare, senza che venisse influenzato in alcun modo il funzionamento delle cellule sane. La terapia genetica ha mostrato inoltre la capacità di distruggere le cellule tumorali adulte, inducendone l’apoptosi e inibendo l’angiogenesi. Una volta iniettato in topi con tumore al seno, Il 24 ha inibito lo sviluppo delle neoplasie, dimostrando di poter colpire anche le metastasi che si vengono a formare in tessuti lontani dalla zona di somministrazione.

Nuovi vettori per le terapie genetiche. “Il nostro studio dimostra che questa terapia potrebbe rappresentare un metodo per combattere sia i tumori in stadio precoce che quelli in stadio avanzato, e che potrebbe essere utilizzata addirittura per prevenire il rischio di recidive”, spiega Paul B. Fisher, primo autore dello studio. I ricercatori stanno ora sperimentando nuove metodiche per trasportare più efficacemente il gene all’interno dei tumori, come i cosiddetti “cancer terminator virus”, in grado di replicarsi unicamente all’interno delle cellule tumorali, o una tecnica nota come ultrasound-targeted microbubble destruction (UTMD), che permette di somministrare geni e proteine direttamente nei tessuti tumorali, utilizzando microscopiche “bolle” di gas, che vengono guidate con gli ultrasuoni.