Anti-ipertensivi e rischio di tumore al seno

   Sportello Cancro, 06/08/2013

STUDIO AMERICANO
Tra le donne in cura da almeno 10 anni con farmaci calcio-antagonisti, il rischio di tumore risulta aumentato di 2,5 volte


MILANO - L'uso prolungato di un'importante classe di farmaci per controllare la pressione potrebbe indurre lo sviluppo del tumore al seno. Da uno studio su 2.763 persone pubblicato su Jama, è emerso che tra le donne in cura antipertensiva da almeno 10 anni con farmaci bloccanti dei canali per il calcio, il rischio di avere un tumore al seno era 2,5 maggiore rispetto al resto della popolazione. Delle 2.763 donne che hanno partecipato allo studio, tutte di età compresa tra 55 e 74 anni e in cura con calcio-antagonisti, 1.907 avevano sviluppato tumore infiltrante del seno. «È importante sapere se esiste un'associazione tra l'uso di anti-ipertensivi e i tumori al seno perché esistono, e sono in aumento, numerosi farmaci alternativi», afferma Christopher Li, ricercatore del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle.

COME AGISCONO - Saranno necessari ulteriori ricerche per capire i meccanismi biologici che inducono questo aumentato rischio di tumore nei pazienti in cura anti-ipertensiva con i calcio-antagonisti. Questa classe di farmaci agisce regolando l'afflusso di calcio nelle cellule muscolari, diminuendo la resistenza arteriosa e la richiesta di ossigeno del muscolo cardiaco. Alcuni studiosi ipotizzano che questi farmaci possano aumentare il rischio di cancro perché inibiscono la morte cellulare programmata, o apoptosi, ma mancano le prove che avvalorino questa teoria.