Cancro al seno, nasce a Reggio il comitato Andos

   Reggionline, 09/10/2013


La sede in via F.lli Cervi. La presidente: "Manca approccio che consideri individuo nella sua totalità"


REGGIO EMILIA - E' nato il Comitato Andos onlus (Associazione nazionale donne operate al seno). La presentazione sabato scorso al “Borgo alle Querce” in via f.lli Cervi, n. 103. Spiega il presidente Erika Gallinari che insiema ad altre donne ha costituito il comitato: “Quando abbiamo scoperto di avere un tumore al seno abbiamo sentito l’esigenza di fare qualcosa, dovevamo creare un’associazione, un luogo dove la nostra esperienza e la nostra voglia di combattere potesse servire alle altre donne, ma anche ai mariti, ai figli e ai genitori delle donne malate di cancro. Ci siamo rese conto che manca completamente un approccio che considera l’individuo nella sua totalità, che lo riconosca innanzi tutto come essere umano, che parta dalla vita interiore, che non tratti soltanto “il pezzo di carne malata” come se non facesse parte di quel corpo o di quella persona. Poi il nostro amico di vecchia data Daniele Franci ci chiama, vuole credere nel nostro progetto e insieme a tutti gli amici del Cte Etoile ci invita a lavorare in questo incatevole luogo, il Borgo delle querce, il nuovo centro residenziale degli artisti di Reggio Emilia. In questo luogo che sa di casa il nostro progetto ha cominciato a prendere vita nella definizione di iniziative volte al benessere alla prevenzione, informazione e divertimento".
Aggiunge la vicepresidente Gabriella Pellini: “Andos è presente in 57 città italiane, adesso è anche a Reggio Emilia. Ci ha colpito il modo di parlare alle donne con chiarezza senza fare “terrorismo” e ci ha interessato la molteplicità delle proposte volte ad una dimensione di benessere. La nostra idea è quella di offrire uno” spazio di normalità “con una attenzione particolare alle esigenze fisiche e psicologiche della donna che si trova ad affrontare la tematica del tumore al seno. Chiaramente ognuna di noi è diversa: storie diverse, età diverse, esigenze diverse, reazioni alla malattia diverse. Pur nel rispetto della differenza , sappiamo come donne, cosa può fare piacere nel momento in cui il tumore al seno si presenta e ferisce non solo il corpo, ma anche l’identità femminile. Sappiamo che i nostri pensieri creano le emozioni e queste influenzano il nostro stato di salute. Sappiamo come vorremmo essere considerate all’interno del percorso medico".

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