È meglio la Tomografia o la Pet per diagnosticare un tumore?

   Sportello Cancro, 09/10/2013

SEGNALATO DA VOI
I due esami forniscono informazioni diverse e complementari e devono essere prescritti a seconda delle differenti indicazioni


Sono stato operato nel 1997 per un adenocarcinoma gastrico e per gli esami del follow up mi sono sottoposto sia a TC (Tomografia Computerizzata) che a PET (Tomografia ad Emissione di Positroni). Ho cercato di comprendere la differenza fra le due metodiche, ma ho ottenuto da diversi specialisti risposte piuttosto differenti e, di conseguenza, il dubbio mi è rimasto. Mi aiutate a fare chiarezza? A che cosa servono di preciso i due esami? E, soprattutto, quando deve essere scelto l’uno e quando invece l’altro?

Risponde Francesco Musante, presidente Sezione studio Tomografia Computerizzata, Soc. It. Radiologia Medica

La TC è una metodica diagnostica utilizzata dal 1975, che, attraverso l’uso delle radiazioni ionizzanti (raggi X) riproduce il corpo umano in sezioni elaborate da un computer. L’iniezione endovenosa di un mezzo di contrasto a base di iodio consente di migliorare la definizione delle immagini, esaltando il contrasto di un organo, di una lesione o di una struttura rispetto a ciò che li circonda. La PET, invece, è una metodica introdotta dopo la metà degli anni ‘90, in grado di produrre immagini corporee attraverso traccianti, marcati con radionuclidi emittenti positroni, iniettati endovena, che si concentrano all’interno dei tessuti in base alla loro attività metabolica.
Le radiazioni emesse dai radionuclidi vengono rilevate da un tomografo dedicato. La TC, quindi, fornisce informazioni di tipo morfologico dei distretti anatomici studiati, mentre la PET fornisce informazioni funzionali e metaboliche. Recentemente si utilizzano tomografi PET-TC che consentono la fusione delle due modalità diagnostiche, fornendo informazioni sia funzionali sia morfologiche, queste ultime a bassa definizione, in un unico esame. È quindi chiaro che la PET non può essere definita più potente o avanzata della TC, in quanto è una metodica differente. In pratica i due esami forniscono informazioni diverse e complementari e devono dunque essere prescritti a seconda delle differenti indicazioni. La TC viene impiegata di routine nella fase diagnostica e nel follow-up della maggior parte dei tumori solidi (tra i quali l’adenocarcinoma gastrico).

In questo ambito la PET viene utilizzata come esame di secondo livello per dirimere reperti TC clinicamente controversi o per definire una indicazione chirurgica (ad esempio nel caso delle neoplasie polmonari) o per la ricerca del tumore primitivo, quando la diagnosi sia stata fatta attraverso la biopsia di una sede metastatica e la TC non ne riveli l’origine. Lo scarso impiego della PET nel follow-up è dovuto soprattutto alla possibilità di falsi positivi per accumulo del radiofarmaco in sede di processi infiammatori. La PET è invece utilizzata come prima indagine per valutare la risposta precoce al trattamento chemioterapico, per meglio determinare la successiva strategia terapeutica. Ci sono però casi in cui la PET non può essere utilizzata, per esempio in chi soffre di diabete gravemente scompensato o per lo studio di tumori che non captano il radiofarmaco, ad esempio il carcinoma renale, i tumori mucinosi, il carcinoma bronchiolo alveolare e alcuni sarcomi e linfomi a basso grado di malignità.