Tumori: nuova diagnosi precoce con esame del sangue

   SanitàNews, 17/10/2013

Secondo uno studio svolto da un team di ricercatori della Cleveland Clinic è possibile identificare alcuni tumori a uno stadio molto precoce con un semplice esame del sangue. Gli acidi grassi che circolano liberi nel siero, la parte liquida del sangue, e i loro metaboliti possono essere usati come marcatoriper aiutare la diagnosi di cancro quando ancora i sintomi non sono evidenti, ma anche per identificare eventuali recidive dopo la rimozione chirurgica del tumore. L'esame potrebbe rappresentare un nuovo strumento di screening nelle persone a rischio e anche assistere i medici nella prognosi della malattia. Lo studio ha esaminato campioni di sangue di 55 pazienti con tumore del polmone e 40 con tumore della prostata, confrontandoli con campioni di sangue prelevato da persone sane. Le persone con cancro avevano una concentrazione di acidi grassi e dei loro metaboliti nel siero fino a 6 volte superiore a quella riscontrata nelle persone del gruppo di controllo. Una seconda fase dello studio è poi consistita nell'analisi del sangue di 24 pazienti in attesa di intervento chirurgico per l'asportazione di un tumore al polmone poi ripetuta 6 e 24 ore dopo l'intervento. Anche in questo caso si è visto che la concentrazione dei biomarcatori diminuiva da 3 a 10 volte entro 24 ore dopo l'asportazione del tumore. Se il cancro al polmone è il più letale tra i killer e da solo causa più morti degli altri tre tumori più comuni messi insieme, cioè colon, seno e prostata, quello che colpisce la prostata rappresenta circa il 15% di tutti i tumori diagnosticati nell'uomo, con oltre 23.000 nuovi casi ogni anno in Italia. La prognosi non è però altrettanto infausta di quella del tumore al polmone, ammesso che sia preso in tempo. Sul test di screening attualmente utilizzato pesano i molti falsi positivi, che risultano in una serie di altri esami di approfondimento non necessari e spesso traumatici. Anche per questo tipo di timore, quindi, l'idea che al test del sangue che già esiste, e che dosa l'antigene prostatico specifico (PSA) se ne possa affiancare un altro che contribuisca a corroborare la diagnosi è benvenuta. Gli autori però frenano gli entusiasmi ricordando che per quanto i loro risultati rappresentino un "emozionante primo passo verso un sistema semplice di scoprire a uno stadio precoce il cancro del polmone, della prostata e forse anche altri tipi di tumori", sempre di un primo passo di tratta. Ma sottolineano anche l'importanza che un test del genere potrebbe avere nel verificare il successo dell'asportazione chirurgica o l'eventuale insorgenza di recidive tempo dopo l'operazione. "Per tumori di questo tipo c'è molto bisogno di strumenti per la diagnosi precoce, che può fare a differenza tra la vita e la morte del paziente", commenta Gabriella Sozzi, Direttore del'Unità Operativa di Genomica Tumorale dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano. "Per la prostata c'è il PSA e per il polmone la Tac a spirale ma entrambi danno molti falsi positivi con conseguenti problemi di sovradiagnosi che portano a interventi invasivi, inutili e spesso anche dannosi. Noi condividiamo la necessità di test come quelli descritti da questa ricerca", spiega Sozzi, che però ne sottolinea anche i limiti. "Gli acidi grassi sono marcatori piuttosto aspecifici: chi ha una dieta grassa rischia di avere un picco i questi acidi nel sangue, il che non vuol dire che abbia un tumore. Per questo sarebbe opportuno che il test venisse fatto per esempio su persone a digiuno. In ogni caso si tratta di un tipo di molecole che a mio avviso posso risentire moltissimo di fattori confondenti e innalzarsi in maniera aspecifica. Per questo occorre testarlo su un grandissimo numero di pazienti: i 55 più 40 di questo studio preliminare mi sembrano decisamente troppo pochi". All'Istituto Nazionale Tumori di Milano stanno studiando un altro tipo di molecole, i microRna circolanti nel plasma, con una ricerca che è stata accettata per la pubblicazione dal Journal of Clinical Oncology. "I microRna hanno il vantaggio di essere molecole molto più tessuto-specifiche", spiega Sozzi. "Quelle dei pazienti con tumore al polmone sono diverse da quelle di chi ha un tumore alla prostata o alla mammella. Li abbiamo studiati su oltre 1000 persone, sia malati che sani, nell'ambito di un trial clinico ottenendo dati molto forti, per il momento ancora coperti da embargo. Abbiamo anche confrontato il test con la Tac a spirale per capire se l'approccio sinergico poteva essere più sensibile". Probabilmente, conclude la ricercatrice dell'INT "un punto di forza del test di laboratorio messo a punto dai ricercatori americani è che si tratta di un'analisi molto facile e poco costosa, in quanto dosare gli acidi grassi è abbastanza semplice, mentre altri test del sangue sono più complicati. Il nostro esame dei microRna è più difficile da fare ma ha il pregio di essere un test non solo quantitativo ma anche qualitativo, che è in grado di darci non solo un positivo o un negativo ma anche i livelli di rischio".