Da ultrasuoni e RM una possibile cura per il cancro al seno

   La Stampa, Salute, 05/12/2013

NUOVI TRATTAMENTI CONTO IL CARCINOMA MAMMARIO
La risonanza magnetica, associata agli ultrasuoni, potrebbe essere considerata un utile trattamento non invasivo contro il tumore al seno


Da molti anni la medicina diagnostica utilizza un tipo di ecografica chiamata Risonanza Magnetica (RM o MR). Si tratta di una tecnica ideata nel 1980, in grado di scrutare l’interno del nostro corpo senza previa somministrazione di sostanze o operazioni chirurgiche.
Secondo una nuova ricerca, sfruttando alcuni tipi di ultrasuoni insieme alla risonanza magnetica si può ottenere una sorta di riscaldamento atto a distruggere alcuni tipi di tumore, come quello al seno. Questo è quanto suggerisce un recente studio presentato alla riunione annuale della RSNA (Radiological Society of North America).

Per arrivare a determinate conclusioni è stata sperimentata una nuova procedura chiamata MRgFUS che, come detto, si basa sull’uso della risonanza magnetica associata a ultrasuoni focalizzati. Non è invasiva, non richiede punture e incisioni, ma sfrutta l’energia acustica ad altissima intensità in grado di rimuovere – o eseguire un ablazione – dei tessuti malati.
La risonanza ha lo scopo di individuare e monitorare costantemente le eventuali variazioni di temperatura che si verificano durante il processo di ablazione.
In questa maniera si può svolgere una normale procedura ambulatoriale, con tempi di recupero rapidissimi e un’accuratezza ineguagliabile.

«Nella fase di trattamento, siamo in grado di visualizzare con precisione il punto in cui l’energia sta avendo effetto e misurare esattamente l’aumento della temperatura – spiega il dott. Alessandro Napoli, professore di radiologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma – Il monitoraggio della temperatura è particolarmente importante, in quanto una temperatura troppo bassa è inefficace e una temperatura troppo elevata può essere pericolosa».

Da parte del team di Napoli è stata valutata l’efficacia e la sicurezza del MRgFUS in 12 pazienti affetti da carcinoma duttale mammario, prima di una rimozione chirurgica.
Ogni paziente è stato sottoposto a una sola sezione di trattamento con MRgFUS, valutando l’efficacia del trattamento anche in post-operatorio.
Non si è registrata alcuna complicanza significativa né durante né immediatamente dopo la terapia. Al termine, durante la valutazione istologica, si è potuto confermare la totale assenza di malattia residua in 10 dei 12 pazienti totali. In due casi, infatti, il trattamento non è riuscito a seguito di un malfunzionamento dei trasduttori per cui la malattia non è stata totalmente eliminata.

«Questa procedura consente un’ablazione sicura del cancro al seno», sottolinea il prof. Napoli.
La MR, secondo i ricercatori, è di vitale importanza per evidenziare le lesioni e l’andamento dell’energia situata nella regione trattata. Il corretto range, infatti, deve essere compreso fra i 60 e i 70 gradi Celsius.
«Questo è effettuato da una speciale sequenza chiamata MR termometria. […] Solo la risonanza magnetica, attualmente, ha la capacità di determinare in tempo reale la quantificazione della temperatura», conclude Napoli.
I risultati sono molto promettenti, tuttavia, è bene specificare che il team di ricerca ha dicharato che dovranno essere condotti ancora numerosi studi affinché possa essere utilizzato come procedura di routine per il cancro al seno.
A questo punto non possiamo far altro che sperare che questi ulteriori studi vengano condotti e confermati al più presto per poter offrire una speranza di vita a molte persone.