Le polveri sottili aumentano la mortalità

   Redazione MolecularLab.it, 12/12/2013

UNO STUDIO EUROPEO INDICA COME ANCHE SOLI 5 UG/M^3 DI PM 2.5 AUMETANO LA MORTALITÀ DEL 7%: I LIMITI AD OGGI, SPESSO SUPERATI AMPIAMENTE IN ITALIA, SONO DI 25 UG/M^3

Un nuovo studio ha esaminato le concentrazioni di polveri e ossidi di azoto in relazione con la mortalità a lungo termine in 13 località europee. Lo studio, pubblicato su Lancet da scienziati di tutta Europa, indica che all'aumento di 5 microgrammi/metro cubo di polveri sottili il rischio di morire aumenta del 7%.
Questo vuol dire che anche esposizioni con concentrazioni molto basse di polveri sottili hanno un effetto sulla mortalità.
Nel 2011 Torino è in testa con un valore medio di 35 ug/m^3, segue Padova, Milano con 33 ug/m^3, Venezia è al nono posto , Roma ha 26 ug/m^3.

Secondo lo studio pubblicato vuol dire ad esempio che il rischio di mortalità anzitempo è pari al 49% per Torino, 42% per Venezia e 38% per Roma.
Il progetto ESCAPE ha seguito una popolazione europea di 367 mila partecipanti in 14 anni valutando stili di vita, livelli di colesterolo e pressione, alimentazione e status lavorativo. Quindi sono stati identificate 29mila decessi di cui una parte correlabile con l'inquinamento rilevato in prossimità delle loro residenze.
Le stessa direttiva europea, che adesso pone il limite di 25 ng/m^3 per il PM 2,5, sarà quindi da rivedere e magari portarlo ai livelli dettati dall'OMS che indica 10 ug/m^3.


L'Articolo scientifico
Rob Beelen, Gerard Hoek, et al. "Effects of long-term exposure to air pollution on natural-cause mortality: an analysis of 22 European cohorts within the multicentre ESCAPE project". The Lancet (2013). doi:10.1016/S0140-6736(13)62158-3