I nuovi farmaci per il tumore al seno metastatico

   D-Repubblica, Salute Seno, Tiziana Moriconi, 28/01/2014

La sigla CDK indica alcune proteine necessarie alla divisione e alla replicazione delle cellule tumorali. È il target di una nuova classe di farmaci a cui stanno lavorando le maggiori multinazionali del farmaco

C’è una nuova classe di farmaci sperimentali di cui si sentirà parlare nel 2014. Sono gli inibitori di CDK, una sigla che indica alcuni enzimi – le chinasi cicline dipendenti 4 e 6 – di cui le cellule tumorali hanno bisogno per dividersi e replicarsi. A scommettere su queste molecole sono tre tra le maggiori multinazionali del farmaco, Pfizer, Novartis ed Eli Lilly. Che attualmente stanno testando le loro molecole per diversi tipi di tumore, compreso il cancro al seno avanzato e metastatico.

Palbociclib. Il farmaco sviluppato da Pfizer si chiama palbociclib e attualmente è in corso uno studio di fase III (l’ultima prima della messa in commercio, in cui si verifica l’efficacia di un nuovo farmaco rispetto a quelli esistenti) sul cancro al seno avanzato sensibile agli ormoni femminili nelle donne in menopausa. I risultati di questa sperimentazione saranno disponibili nel 2015, ma vi sono già parecchi riflettori puntati sulla molecola. Per la rivista britannica First Word Pharma, quello di Pfizer è tra i 10 farmaci “sorvegliati speciali” del 2014, e secondo quanto riporta Reuters dal punto di vista economico potrebbe essere tra le molecole più interessanti per l’azienda nel prossimo decennio.

La Food and Drug Administration (Fda) ne aveva già sottolineato l’importanza lo scorso aprile, inserendola tra le Breakthrough Therapy, cioè tra quei potenziali farmaci il cui sviluppo deve essere accelerato perché molto promettenti. I dati presentati finora mostrano infatti un aumento significativo della sopravvivenza delle pazienti trattate con palbociclib e letrozolo, rispetto a quelle trattate con il solo letrozolo (la terapia standard per le donne con tumore al seno in menopausa, leggi qui la notizia). I prossimi dati (che riguardano però altri studi di fase II) sono attesi per giugno, in occasione del convegno dell’Asco (American Society of Clinical Oncology) di Chicago.

LEE011. Anche Novartis sta sviluppando il suo inibitore di CDK: LEE011. La molecola è stata presentata lo scorso ottobre, nel corso dell’International Conference on Molecular Targets and Cancer Therapeutics. Sono in corso 11 studi clinici di fase I e II, di cui 4 riguardano il cancro al seno, avanzato e ai primi stadi (gli altri sono sul melanoma, linfomi e cancri pediatrici). Attualmente circa 500 donne sono in attesa di essere “arruolate” in uno studio di fase III, per testare la terapia combinata di inibitore di CDK e letrozolo: i primi risultati sono attesi tra tre anni (gennaio 2017). Un altro studio (di fase II) servirà invece a testare l’efficacia – sempre per il tumore al seno avanzato – dell’associazione con exemestane (un altro inibitore della aromatasi come il letrozolo) e con everolimus. LEE011 sarebbe infatti in grado di prevenire l’insorgenza della resistenza agli altri antitumorali somministrati in associazione.

LY2835219. L’ultima farmaceutica a investire negli inibitori di CDK è Eli Lilly, la cui molecola – LY2835219 – è però ancora nelle prime fasi della sperimentazione. Rispetto ai due precedenti, il farmaco mira a bloccare lo sviluppo di più tipi di tumore: del polmone, del colon-retto, del cervello, del sangue e del seno. Attualmente stanno per partire due studi di fase I sul tumore avanzato (compreso quello della mammella) e uno di fase II (sul linfoma mantellare).


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