Cure miracolose: una guida per riconoscere le bufale

   D-Repubblica, Salute Seno, Tiziana Moriconi, 11/02/2014


Si intitola “Non ho nulla da perdere a provarlo”: un vademecum, online e gratuito, pubblicato dall'Agenzia italiana del farmaco per imparare a interpretare le notizie di medicina


Dall’olio di serpenti all’estratto di scorpione. Cure miracolose dalle virtù eccezionali che vanno bene per molte malattie. Studi clinici alle spalle sulla sicurezza e l’efficacia: zero. È una storia che si ripete. Basta seguire una conversazione su Facebook, all’interno di un gruppo di pazienti, o su un blog per leggere di benefici incredibili. Come fare a distinguere una terapia valida da quelle poco affidabili? Per aiutare i pazienti a rispondere a questa domanda, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha pubblicato un vademecum dal titolo “Non ho nulla da perdere a provarlo” (traduzione italiana della guida redatta dalla non profit inglese Sense About Science), scaricabile gratuitamente online.

Fidarsi è bene, diffidare è meglio. Il libricino è stato scritto con lo scopo di fornire indicazioni concrete su come accostarsi alle notizie e agli aneddoti, per aiutare i cittadini a valutare le affermazioni sulle terapie e sulle scoperte. La regola numero uno è sempre quella di mantenere lo spirito critico e ricercare la fonte dell’informazione: il che significa diffidare dei siti che utilizzano cronache giornalistiche al posto di studi pubblicati a sostegno delle loro affermazioni. Questo, di solito, vuol dire che non esistono prove attendibili. È importante anche sapere che il cosiddetto marketing massivo può esercitare una grande influenza: accade, per esempio, che alcuni pazienti ricevano degli sconti sui trattamenti in cambio di testimonianze positive. Anche se non è facile capire a chi “credere”, ci sono delle domande che tutti possono imparare a porsi. “Per realizzare questa guida – si legge nell’introduzione – abbiamo lavorato con pazienti, operatori sanitari, medici, infermieri e istituti di beneficenza e abbiamo approfondito i metodi che utilizzano per analizzare, alla luce delle evidenze, le affermazioni eclatanti e prendere decisioni”.

Valutare i rischi. “Quando le terapie mediche non offrono i benefici desiderati, la frustrazione è comprensibile. Ma scegliere di non far nulla può essere meno rischioso (e meno deludente) che provare una terapia non sperimentata che potrebbe avere effetti dannosi per la salute”, riporta ancora il vademecum. È infatti importante ricordare che gli effetti sulla salute dei trattamenti non convenzionali spesso non vengono valutati nel lungo periodo (nel cosiddetto follow up). Inoltre, a differenza per quello che accade per i farmaci regolamentati, non vengono raccolte informazioni sui disturbi collaterali quando il medicinale è immesso sul mercato. Va poi ricordato che “naturale” non è sinonimo di “innocuo” e che le terapie alternative possono interferire con i farmaci convenzionali. Per esempio, riporta la guida, esiste un rischio derivante dall’assunzione concomitante di olio di enotera e warfarin, un farmaco anticoagulante.

Le sperimentazioni. Per aiutare i lettori anche a interpretare le notizie riportate su riviste, giornali e, ovviamente, sul web, la guida propone un capitolo sugli studi (o trial) clinici che spiegano le diverse fasi dello sviluppo dei farmaci e del monitoraggio dei medicinali dopo la loro immissione sul mercato. Il tutto accompagnato da fonti autorevoli e da testi divulgativi che servono ad avvicinarsi ai termini medico-scientifici.

“Per un’agenzia regolatoria come l’Aifa è importante far capire ai cittadini la differenza tra il mondo della ricerca, che lavora seriamente e con passione per offrire trattamenti realmente efficaci e sicuri, e i venditori di speranze, i ‘pifferai magici’, che speculano sulla sofferenza della gente”, ha sottolineato il direttore generale dell’Aifa, Luca Pani.