L’Umbria potenzia lo screening mammografico

   D-Repubblica, Salute Seno, Tiziana Moriconi, 11/03/2014

Dopo Piemonte ed Emilia Romagna, anche l'Umbria si prepara ad allargare la fascia di età per la campagna gratuita di prevenzione del cancro al seno, includendo le donne tra i 45 e 75 anni. Con cinque nuove macchine di ultima generazione


Anche l’Umbria estende la fascia di età per lo screening mammografico. Per delibera regionale, infatti, dal gennaio 2015 il programma verrà rivolto alle donne tra i 45 e i 75 anni – come già accade in Emilia Romagna e in Piemonte – e non solo a quelle tra i 50 e 69, come previsto dalle indicazioni nazionali.

5 nuovi mammografi. Per prepararsi alla prossima campagna, la Regione si sta dotando di cinque nuovi mammografi digitali di ultima generazione. Due sono già stati acquisiti nell’Alta Umbria grazie al sostegno dell’Associazione eugubina per la lotta contro il cancro (AELC), che ha donato un nuovo mammografo all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino, e dell’Associazione AltoTevere contro il Cancro (AACC), che ne ha donato un secondo di supporto all’ospedale di Città di Castello. Gli altri tre, dotati di tomosintesi, arriveranno entro il 2014: due sono destinati al Poliambulatorio di Piazzale Europa e uno all’ospedale di Assisi, e andranno a sostituire quelli attualmente in uso, funzionanti ma tecnologicamente superati. Altre due macchine ancora, (di cui una con tomosintesi) dovranno essere acquistate nel prossimo futuro per essere utilizzate nell’area del Trasimeno.

I vantaggi della tomosintesi. Rispetto ai normali mammografi, la tomosintesi risulta particolarmente efficace nel caso dei seni più giovani e ad alta densità. Una tomografia è infatti una sorta di fotografia in 3D (che non è proprio una Tac ma ci si avvicina). Nella mammografia tradizionale (sia analogica sia digitale) l’immagine è costituita da “ombre” delle diverse strutture del seno che si sovrappongono: una struttura volumetrica, in 3D, la mammella, viene rappresentata in 2D. Nella tomosintesi, invece, si riescono a ottenere sezioni virtuali della mammella in cui ogni struttura diviene visibile. I vantaggi attesi sono un numero inferiore di false immagini e la possibilità di scorgere lesioni che altrimenti verrebbero mascherate. Il che si traduce in un numero inferiore di richiami durante gli screening (per un approfondimento leggi anche “Tomosintesi, anche per gli esami di routine?”).

I numeri dello screening. Secondo quanto riportato dalla Usl Umbria 1, dalla sua attivazione nella Regione, nel 1997, lo screening mammografico ha ridotto di oltre il 25% la mortalità delle donne per tumore al seno. Un dato che giustifica lo sforzo economico. “Si tratta di un investimento importante di più di 700 mila euro”, ha detto Giuseppe Legato, direttore generale della USL Umbria 1: “Finora la nostra azienda esegue 22mila esami all’anno su una fascia di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Con l’estensione della fascia di età da screening dai 45 ai 75 anni, nel 2015 si prevede di arrivare a 37 mila esami mammografici gratuiti all’anno, potendo contare su un’adesione allo screening dell’80%, un dato che supera ampiamente l’obiettivo nazionale fissato al 70%. Si tratta di un risultato più che lusinghiero, che viene garantito da un’intensa attività di macchine e operatori: al momento ogni pomeriggio, dal lunedì al venerdì, vengono eseguiti 24-27 esami mammografici per lo screening; a questo va aggiunta l’attività di mammografia clinica per le pazienti di età fuori dalla fascia di screening, che conta circa 18 mila esami all’anno nel territorio della USL Umbria 1”.