Attenzione ai grassi da carni e latticini

   D-Repubblica, Salute Seno, Simone Valesini, 10/04/2014

Una ricerca dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano mostra la correlazione tra tumori sensibili agli ormoni e grassi saturi. Che in una dieta bilanciata non dovrebbero superare il 10% delle calorie giornaliere

Consumare grassi saturi di origine animale aumenta il rischio di sviluppare un tumore al seno. Dopo anni di incertezze, la conferma arriva da una ricerca condotta da ricercatori dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, realizzata nell’ambito del progetto Epic (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), lo studio internazionale che mira a fare luce sulla relazione tra dieta, stile di vita, fattori ambientali e incidenza di cancro e altre malattie croniche. I nuovi risultati, pubblicati sul Journal of National Cancer Institute, dimostrano che un alto consumo di grassi saturi è collegato in particolare a un alta incidenza di tumori ormono-dipendenti (vedi il nostro dossier Come si classificano i tumori al seno). Secondo gli esperti, i grassi che provengono in gran parte da carni e latticini non dovrebbero quindi superare il 10% delle calorie giornaliere.

L’origine dei sospetti. L’ipotesi di una possibile relazione con il tumore al seno risale agli anni Settanta, quando si iniziò ad osservare come l’incidenza del tumore al seno fosse maggiore nei paesi in cui venivano consumati cibi più ricchi in grassi. Da subito il fenomeno attirò l’attenzione della comunità scientifica, visto che nelle abitudini alimentari moderne si tende ad aumentare la quantità di grassi presenti nella dieta. Fino ad oggi però, decenni di studi epidemiologici sull’argomento non erano ancora riusciti a dimostrare chiaramente l’esistenza di un nesso. I risultati dell’Istituto Nazionale dei Tumori sembrano risolvere ora molte controversie, grazie a uno studio che ha coinvolto un altissimo numero di pazienti: oltre 300.000 donne, provenienti da 10 paesi europei e seguite dai ricercatori per oltre 11 anni.

I nuovi dati. Per prima cosa, è stato chiarito che la relazione esiste per i grassi saturi provenienti da fonti animali, e sono stati scagionati altri alimenti, come ad esempio gli oli vegetali. L’aumento del rischio, inoltre, è legato in particolare ai tumori che rispondono alle terapie ormonali: se per tutti i sottotipi tumorali si parla del 14% di probabilità in più di sviluppare la malattia seguendo una dieta ricca di grassi, il rischio arriva al 28% in caso di tumori positivi per i recettori degli estrogeni, e fino al 29% per quelli positivi per i recettori del progesterone. I risultati supportano quindi una delle principali ipotesi sulla natura di questo fenomeno: che una dieta ad alto contenuto di grassi aumenti i livelli di estrogeni e pertanto stimoli maggiormente lo sviluppo di tumori ormono-dipendenti.

Riferimento: Consuming a high-fat diet is associated with increased risk of certain types of BC