Cancro al seno e uomini: ecco chi rischia di più

   D-Repubblica, Salute seno, Simone Valesini, 01/04/2014


Uno studio dei National Intitutes of Health fa il punto sulle caratteristiche fisiche e genetiche collegate al tumore della mammella nel genere maschile. Occhi puntati sull'obesità


Anche gli uomini si ammalano di cancro al seno. Per loro è una malattia rara (circa un caso ogni ogni 500 abitanti in Italia) ma in lieve crescita, soprattutto nella fascia di popolazione di età inferiore ai 45 anni. Uno studio internazionale coordinato dai National Institutes of Health (NIH) americani, il più ampio mai condotto, fa oggi il punto sui principali fattori di rischio per la popolazione maschile, svelando un mix di caratteristiche genetiche e fisiche che predispongono allo sviluppo della malattia. Dai risultati, pubblicati sul Journal of National Cancer Institute, emerge che la malattia sarebbe in parte legata all’obesità, che negli uomini può aumentare anche del 35% il rischio di sviluppare un tumore al seno.

I sospetti della comunità scientifica. Essendo una malattia rara (circa l’1% dei casi), non si conoscono ancora bene i fattori coinvolti nella genesi del carcinoma mammario maschile. Nonostante si sospettasse da tempo che diverse caratteristiche fisiche, ormonali e genetiche fossero legate allo sviluppo della malattia, fino a oggi pochissime ricerche erano riuscite a studiarne gli effetti su un numero rilevante di pazienti. Nella loro indagine, i ricercatori dell’NIH hanno analizzato i risultati di oltre 21 studi internazionali, incrociando dati provenienti da tutto il mondo, e riuscendo così a confermare la presenza di diversi fattori di rischio anche per la popolazione maschile. Il più importante sembrerebbe essere il peso: un indice di massa corporeo superiore a 30 aumenterebbe infatti del 35% il rischio di sviluppare un tumore al seno negli uomini.

I fattori di rischio. Lo studio ha portato alla luce diverse altre caratteristiche, sia fisiche che genetiche: la ginecomastia (ovvero l’accumulo di tessuto adiposo nel seno maschile), il diabete, il criptochidismo (l’assenza di un testicolo), e la sindrome di Klinefelter (una patologia genetica caratterizzata dalla presenza di una copia extra del cromosoma X). Il prossimo passo, spiegano i ricercatori dell’NIH, sarà cercare di comprendere in che modo queste caratteristiche siano legate allo sviluppo della malattia. Il sospetto, comunque, è che abbiano a che fare con un aumento del livello di estrogeni nell’organismo.

Il possibile ruolo degli ormoni sessuali. “In effetti tutto sembra ruotare intorno ai livelli degli estrogeni”, spiega Roberto Agresti, dirigente medico della SC di Chirurgia Senologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, commentando i risultati dello studio americano. “Una delle caratteristiche della sindrome di Klinefelter, ad esempio, è che, a seguito di bassi livelli di testosterone, si assiste a un aumento degli estrogeni circolanti, che favoriscono la ginecomastia. Stesso discorso per l’obesità, perché negli adipociti delle riserve di grasso (le cellule dei tessuti adiposi, ndr.) è presente un precursore ormonale che porta ad aumentare i livelli di estrogeni. Un altro capitolo riguarda i traumi o le infezioni a livello dei testicoli, nel caso che determino una perdurante diminuzione del testosterone, quindi un aumento relativo dei livelli di ormoni femminili. In ultimo va ricordato che esiste anche una maggior frequenza di carcinomi della mammella in maschi appartenenti a famiglie con mutazione dei geni BRCA, in particolare BRCA2?.