Vitamina A: allo studio il suo effetto anticancro

   D-Repubblica, Salute Seno, Simone Valesini, 15/04/2014

Dopo anni di risultati contrastanti, una ricerca americana dimostra che è effettivamente in grado di bloccare lo sviluppo delle cellule tumorali. Ma solo negli stadi iniziali della malattia, e in dosi estremamente precise


L’acido retinoico è una sostanza che viene prodotta naturalmente dal nostro organismo a partire dalla vitamina A. È molto usato in medicina come trattamento dermatologico, e viene studiato da tempo anche per le sue proprietà antitumorali (ve ne avevamo parlato ad esempio in questo articolo), ma con risultati contrastanti, che fino ad oggi ne avevano frenato il possibile utilizzo terapeutico. Un nuovo studio della Thomas Jefferson University sembra però fugare definitivamente i dubbi sulla sua efficacia. I risultati, pubblicati sull’International Journal of Oncology, dimostrerebbero infatti che l’acido retinoico è effettivamente in grado di bloccare la progressione delle cellule tumorali, ma solo durante i primissimi stadi di sviluppo della malattia, e solamente se somministrato con un dosaggio estremamente specifico.

Lo stadio del tumore. Le cellule tumorali attraversano diversi stadi prima che il cancro diventi aggressivo, e inizi a seminare metastasi nell’organismo. Per simulare l’effetto dell’acido retinoico in tutte le fasi di progressione della malattia, i ricercatori ne hanno testato l’efficacia su quattro diversi tipi di cellule: sane, precancerose, cancerose e metastatiche. In questo modo hanno scoperto che la sostanza ha effettivamente proprietà antitumorali, ma solo nelle fasi iniziali del tumore al seno. Se nelle cellule dei due stadi più avanzati il suo effetto è risultato infatti trascurabile, su quelle precancerose ha dimostrato invece un’efficacia estremamente elevata, riportandole alla loro forma originaria (indice importante dell’efficacia della terapia), e normalizzando l’espressione di oltre 443 geni che si sospetta giochino un ruolo nella genesi della neoplasia.

La concentrazione. Oltre allo stadio del tumore, anche la quantità di acido retinoico utilizzato è risultata fondamentale. Una soluzione contente una micromole della sostanza è infatti in grado di contrastare efficacemente lo sviluppo del tumore, ma a concentrazioni minori la soluzione diventa inutile, e anche con una dose maggiore l’effetto diminuisce notevolmente. Secondo i ricercatori, è proprio perché l’acido retinoico ha bisogno di condizioni così rigide per risultare efficace che gli studi svolti fino ad oggi avevano dato risultati contraddittori. “Siamo riusciti ad osservare l’efficacia dell’acido retinoico proprio perché abbiamo studiato quattro distinte fasi dello sviluppo del tumore al seno”, commenta Sandra V. Fernandez, ricercatrice della Thomas Jefferson University che ha coordinato la ricerca. “Resta da vedere se questi risultati potranno trovare applicazione anche per i pazienti”.


Vai allo studio:
All trans-retinoic acid (ATRA) induces re-differentiation of early transformed breast epithelial cells