Agricoltura e salute in mostra

   Corriere della Sera, Salute, Edoardo Stucchi, 04/05/2014

L CONVEGNO
La rassegna «Agrinatura» a Erba (Como) ha integrato i temi dell’alimentazione e della «terra» in chiave salutistica


L’agricoltura è sempre più importante nel mantenimento della salute: non bastano più 5 porzioni al giorno di frutta e verdura come venivano proposti dagli oncologi e nutrizionisti. Uno studio inglese ha aumentato le porzioni giornaliere a 7, includendo anche i legumi, come piselli, fave, lenticchie e ceci. Insieme diminuiscono i rischi di tumori e gli attacchi cardiovascolari. Gli italiani sono, secondo l’OMS, comunque, un popolo in buona salute, e più longevo al mondo al pari dei giapponesi. E questo grazie al nostro sistema sanitario che dà assistenza a tutti al prezzo più basso e all’alimentazione di tipo mediterraneo, che consente di arrivare a 80-85 anni e in prospettiva futura anche a 100-110 anni. «La longevità, infatti, -spiega il nutrizionista Michele Carruba, direttore del centro studi e ricerche sull’obesità all’Università di Milano – è legata a ciò che si mangia perché l’organismo nasce sano e noi lo nutriamo con il cibo. Se lo nutriamo male, si ammala. Mangiare e bere bene, quindi, fa guadagnare salute, ma può anche modificare quella percentuale di predisposizioni che ognuno di noi si porta dietro nella vita con il Dna, il codice genetico dell’individuo.

La mostra
Per questo motivo alcune sezioni della mostra Agrinatura – coltiviamo il futuro – tenutasi a Erba dal 25 al 27 aprile, sono stati dedicati all’alimentazione, meglio se prodotta in maniera corretta nel rispetto della natura e dell’ambiente. Tumori, ma anche malattie neurodegerative come il Parkinson e cardiovascolari, possono giovarsi di una sana alimentazione. Lo “start up” di questo evento è del Fondo mondiale per la ricerca sul cancro (WCRF), la cui missione è di promuovere la prevenzione primaria dei tumori attraverso la ricerca e la divulgazione della conoscenza sulle loro cause. Il Fondo ha pubblicato un’opera ciclopica di revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto fra alimentazione e tumori alla quale hanno contribuito oltre 100 ricercatori, epidemiologi e biologi, di una ventina di centri di ricerca fra i più prestigiosi del mondo. Ne ha parlato ad Agrinatura sabato 26 aprile alle 11,Franco Berrino, già direttore dell’Unità di epidemiologia dell’Istituto nazionale dei tumri di Milano e coordinatore per la ricerca sulla sopravvivenza dei malati di tumore in Europa. Il volume, disponibile su www.dietandcancerreport.org, è molto prudente nelle conclusioni, che riassumono in 10 raccomandazioni soltanto i risultati più solidi della ricerca scientifica.

Fattori di rischio
Di tutti i fattori nutrizionali che si sono dimostrati associati a un maggior rischio di cancro, quello più evidente è il sovrappeso. Di qui la prima raccomandazione di mantenersi snelli per tutta la vita e di evitare i cibi ad alta densità calorica, cioè i cibi ricchi di grassi e di zuccheri, che più di ogni altro favoriscono l’obesità: in primo luogo quelli proposti nei fast food, e le bevande zuccherate. La vita sedentaria, poi,è un’altra causa importante di obesità, ma è una causa di cancro anche indipendentemente dall’obesità. Altri fattori che un gran numero di studi coerentemente indicano come cause importanti di cancro includono: il consumo di bevande alcoliche, il consumo di carni rosse, soprattutto di carni conservate; il consumo elevato di sale e di cibi conservati sotto sale; il consumo elevato di calcio; il consumo di cereali e legumi contaminati da muffe cancerogene; la contaminazione con arsenico dell’acqua da bere; il consumo di supplementi contenenti beta-carotene ad alte dosi.

Funghi
Come frutti della terra, i funghi stanno ottenendo una sorta di riabilitazione culinaria, come ha spiegato Ivo Bianchi, medico internista e specialista in medicina naturale, in collaborazione con il gruppo medicine complementari dell’Istituto dei tumori di Milano diretto da Alberto Laffranchi, perché si tratta di cibo non soltanto buono, ma anche salutare. I funghi mangerecci realizzano una mirabile connessione tra dieta e medicina anche se questo spesso non viene divulgato. In realtà da tempo immemorabile, almeno in oriente, i funghi mangerecci sono stati riconosciuti benefici per la salute e sono considerati non tanto apportatori di sostanze nutritive quanto dei veri e propri integratori di minerali e vitamine, dei riequilibratori dietetici. Perché i funghi sono degli alimenti ideali? La risposta sta nel fatto che i funghi contengono poco sodio, quindi sono ottimi per gli ipertesi, zero colesterolo, quindi sono ottimi per chi ha il colesterolo alto, tutta la gamma delle vitamine B, hanno quindi un effetto tonico sulla mente e sui nervi, molta vitamina D e ne sono l’unica fonte per i vegetariani, molti antiossidanti, hanno quindi un effetto protettivo anti invecchiamento, molto potassio (1 fungo medio ha più potassio di un bicchiere di succo d’arancio o di una banana), rame (una media porzione di funghi fornisce il 40?60% delle necessità giornaliere), zinco, elenio, (contenuto prevalentemente nelle proteine animali, i vegetariani possono assumerlo solo con i funghi), ferro, magnesio, fosforo, calcio, germanio (minerale con rilevanti proprietà antineoplastiche), vanadio (minerale essenziale per il metabolismo glucidico ed una buona funzione tiroidea).

Contaminanti alimentari
Sicurezza alimentare e salute dell’infanzia sono stati i temi della dottoressa Maria Elisabetta Raggi , dirigente laboratorio di patologia clinica, citogenetica e biologia molecolare dell’IRCCS, Eugenio Medea (La nostra famiglia) di Bosisio Parini, che ha esaminato i vari aspetti dei processi produttivi degli alimenti, spesso non privi di contaminanti, nell’ambito del workshop Alimentazione:radici e progresso, a cura del dottor Alberto Rigamonti. «I contaminanti – ha spiegato la dottoressa Raggi - possono essere di origine naturale, come le micotossine, oppure provenire da processi di produzione, uso e smaltimento di cibo trattato con pesticidi, colle, vernici, cosmetici e altri prodotti di uso quotidiano, oltre a composti che si originano in seguito alla cottura dei cibi. Non si possono eliminare completamente, ma vanno valutati i rischi-benefici, soprattutto per quanto riguarda i bambini. A questo proposito le donne in gravidanza devono consumare non più di una porzione di grandi pesci predatori alla settimana, a causa del mercurio presente, il cui bersaglio più sensibile è il cervello del feto». Per concludere soltanto una visione globale della filiera agricola che coinvolga esperti dell’ambiente animale e umano, medici e ingegneri, può consentire di prevenire e controllare le contaminazioni.

Fuori salone
Ma Agrinatura non è soltanto questo: Operatori, bambini e ragazzi fino a 18 anni (ingresso gratuito) e adulti (4 euro) hanno avuto la possibilità di interagire con la filiera della produzione agroalimentare, partecipando a laboratori, visitando cascine e partecipare ai fuori salone nei tre pomeriggi dell’esposizione. Uno degli aspetti più interessanti legali all’alimentazione è la produzione, da parte di una cascina, di latte contenente omega 3 e 6, assimilati durante l’alimentazione.