Aspirina anticancro: parte lo studio italiano

   D-Repubblica, Tiziana Moriconi, 30/04/2014

I medici di medicina generale analizzeranno i dati dei loro pazienti per valutare se chi assume la cardioaspirina per oltre 5 anni ha davvero un rischio ridotto di ammalarsi di tumore


La cara vecchia aspirina ha anche un’azione anticancro? I dati raccolti finora sono contraddittori e difficili da valutare. E i medici di famiglia, attraverso la Società italiana di medicina generale (Simg), hanno deciso di lanciare il primo studio epidemiologico interamente italiano.

Una lunga storia. È dagli anni ’80 che si parla del presunto effetto protettivo dell’acido acetilsalicilico e dei FANS (i farmaci antinfiammatori non steroidei) nei confronti delle neoplasie, ma negli ultimi tempi la ricerca ha prodotto risultati molto interessanti. In particolare, Peter Rothwell dell’Università di Oxford ha pubblicato nel 2012 tre importanti studi epidemiologici (delle meta-analisi di dati raccolti precedentemente e revisioni, cui hanno collaborato anche centri italiani, tra cui l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano). Secondo i suoi dati, apparsi su Lancet e Lancet Oncology, esisterebbe una relazione tra l’assunzione continuativa di aspirina a basse dosi e una minore incidenza di tumori, in particolare al colon-retto, e di metastasi. Una nuova conferma è arrivata lo scorso 23 aprile dalle pagine di Science Translational Medicine, dove uno studio dell’Harvard School of Public Health spiega il possibile meccanismo chemiopreventivo di questo medicinale proprio nei confronti del cancro del colon-retto. Dal 2005 è anche in corso un trial clinico di fase 3 (lo studio AspECT, che durerà fino al 2019) sui tumori dell’esofago.

Ipotesi, non certezze. Al contrario di come potrebbe sembrare, però, le conoscenze scientifiche su questo argomento sono ancora scarse e le prove accumulate poco forti. Insomma, che l’aspirina abbia un effetto anticancro continua a restare solo un’ipotesi. È in questo contesto che si inserisce il nuovo studio lanciato dai medici di famiglia italiani, che hanno il vantaggio di conoscere bene i loro pazienti e di seguirli spesso per molta parte della loro vita.

Il nuovo studio. Circa mille dottori su tutto il territorio raccoglieranno (in maniera anonima) i dati dei propri pazienti che presentano determinate caratteristiche. Due su tutte: l’avere oltre 40 anni di età e aver assunto senza interruzioni la cardioaspirina (70-80 mg al giorno) per almeno cinque anni. “Dopo una fase di attenta selezione, valuteremo l’incidenza dei casi di cancro rispetto alla popolazione generale, tenendo conto dell’età e di altri fattori di rischio”, spiega Claudio Cricelli, presidente della Simg. Il campione epidemiologico sarà di numerose migliaia di pazienti.

“Una cosa deve essere chiara: questo studio non autorizza nessun medico a prescrivere l’aspirina per la prevenzione del cancro in persone sane. Nessuno deve fraintendere questo messaggio”, sottolinea Cricelli.

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