Il racket dei farmaci anti-tumorali «Un euro-business della Camorra»

   Sportello Cancro, 02/05/2014

L’INCHIESTA SI ALLARGA
Medicine costose rubate, alterate, e rivendute. Sarebbero inefficaci, o peggio, dannose. L’allarme del direttore dell’Aifa Domenico Di Giorgio in un’intervista al WSJ


Una rete criminale, altamente organizzata, legata alla Camorra, controllerebbe un mercato di farmaci antitumorali contraffatti, o rubati, in tutta l’Europa occidentale. L’allarme, lanciato dall’Agenzia Europea del Farmaco, sta creando molta apprensione tra gli addetti del settore, perché la diffusione di questi “falsi farmaci” potrebbe rendere le cure contro il cancro inefficaci quando non addirittura letali.

L’intervista e la denuncia
Il Wall Street Journal ha pubblicato un’intervista al direttore dell’Agenzia del Farmaco italiana, Domenico Di Giorgio. Secondo il quale, ci sarebbe una strategia internazionale che da mesi si è attivata per lucrare su questo tipo di farmaci. Grandi case farmaceutiche come Roche, Johnson & Johnson, Lilly si stanno mobilitando contro questi furti e contraffazioni, e stanno collaborando con magistrati e forze dell’ordine in tutta Europa, per risalire all’origine di questi episodi. Tra i farmaci rubati ci sarebbero l’Herceptin (Roche) - indicato per il trattamento del carcinoma mammario e gastrico – apparso, contraffatto, nel Regno Unito, in Germania e in Finlandia, dopo il furto in Italia: al posto del suo ingrediente attivo, un antibiotico. Ma anche altri antitumorali sarebbero il nuovo business delle mafie, come l’Alimta (Eli Lilly) e il Remicade (Johnson & Johnson e Merck). Stando all’inchiesta le organizzazioni criminali modificherebbero i principi attivi dei farmaci diluendoli in più fiale o sostituendoli con altre sostanze più economiche, guadagnandoci così sulla quantità. I farmaci così contraffatti sarebbero inefficaci, o peggio dannosi per la salute.

I furti

I furti sono avvenuti in diversi Paesi, compresa l’Italia, nell’arco degli ultimi mesi. Un’inchiesta ha stabilito che le azioni criminali non sarebbero isolate, ma che rientrerebbero “nell’opera di reti altamente organizzate”, ha dichiarato Domenico Di Giorgio al Wall Street Journal. L’anello criminale sembra coinvolgere la camorra e organizzazioni criminali dell’Europa dell’Est: Ungheria , Romania e Lettonia. Ci sarebbe anche una base a Cipro. “Il crimine organizzato è certamente coinvolto , c’è una struttura centrale apparentemente con sede in Italia che commissiona furti di medicinali negli ospedali” ha dichiarato Di Giorgio.

Affare redditizio

L’agenzia del farmaco sta seguendo con la massima attenzione le indagini insieme con la squadra antifrode italiana e i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri. Rubare farmaci contro il cancro potrebbe essere un business molto redditizio. Nel Regno Unito, un flacone di un farmaco anti-tumorale può costare fino a 400 sterline, circa 675 dollari. Le fiale rubate potrebbero essere state manipolate, diluite. Il principio attivo, rimosso e sostituito con un antibiotico a basso costo. Oppure, il farmaco che è stato rimosso potrebbe essere stato rivenduto a un prezzo più alto.