La risonanza a ultrasuoni riduce il dolore da metastasi ossee

   Sportello Cancro, 07/05/2014

Una tecnica non invasiva già utilizzata per curare i fibromi uterini offre nuove speranze per alleviare la sofferenza. Esiti positivi della fase finale di sperimentazione

Ridurre il dolore causato dalle metastasi ossee attraverso una nuova strategia non invasiva: gli ultrasuoni focalizzati guidati mediante risonanza magnetica. A dimostrare che questo sistema è sicuro ed efficace per i malati è uno studio appena pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute che riporta i dati relativi alla prima sperimentazione condotta su pazienti con un tumore. La MRgFUS (acronimo di MR guided Focused UltraSound, ovvero ultrasuoni focalizzati guidati mediante risonanza magnetica) è infatti una tecnica già utilizzata con successo per trattare i fibromi uterini che combina ultrasuoni ad alta energia (per la terapia) e tomografia a risonanza magnetica nucleare o imaging a risonanza magnetica (per la programmazione, il controllo e il monitoraggio della terapia).IL tutto in una singola seduta.

Lo studio
Ad oggi, la radioterapia è la strategia principale per alleviare il dolore causato dalle metastasi ossee, che compaiono in molti tipi di tumore quando la malattia progredisce fino ad intaccare il sistema scheletrico. In questi casi il dolore può essere molto debilitante e avere un forte impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti: gli analgesici in molti casi non sono sufficienti e la radioterapia, seppur efficace, non può essere ripetuta più volte ed è controindicata per determinate categorie di malati. «C’è una grande necessità di avere ulteriori opzioni di trattamento da offrire ai malati – spiegano i ricercatori della Thomas Jefferson University (Stati Uniti), autori dello studio clinico di fase III -. E gli esiti della nostra sperimentazione indicano che la MRgFUS è un’opzione efficace e sicura, non invasiva, che può quindi essere somministrata per lenire la sofferenza di moltissimi pazienti». La terapia è stata testata su un campione di 112 pazienti (che avevano non avevano risposto alle terapie standard), mentre altri 35 partecipanti al trial hanno ricevuto un placebo. Il 64 per cento dei pazienti trattati con MRgFUS ha riferito assenza di dolore o una sua significativa riduzione a tre mesi dalla cura e la terapia è stata ben tollerata, con minimi effetti collaterali.

MRgFUS: come funziona la tecnica
Gli ultrasuoni focalizzati guidati attraverso la risonanza magnetica vengono già utilizzati con successo per curare i fibromi uterini: il fascio di onde ad ultrasuoni, infatti, viene impiegato per distruggere il fibroma e focalizzato all’interno del corpo è in grado di aumentare con estrema precisione la temperatura del tessuto da trattare (come una lente d’ingrandimento che concentra l’energia solare). Il fascio di ultrasuoni aumenta la temperatura locale sopra i 60 gradi centigradi, causando l’ablazione focalizzata del fibroma e lasciando integri e intatti i tessuti circostanti. Il fibroma si atrofizza e, nella maggior parte dei casi, cessa di produrre sintomi. Grazie alla precisione consentita dalla risonanza, non solo si può colpire al meglio la lesione da trattare (il fibroma o la metastasi), ma si rendono più agevoli anche il monitoraggio e la regolazione in tempo reale della temperatura del tessuto da trattare.