Maratonete cercasi per New York (operate di tumore al seno)

   Sportello Cancro, Vera Martinelli, 23/05/2014

L’INIZIATIVA
Fondazione Veronesi e Gabriele Rosa reclutano 20 donne curate per un tumore al seno da allenare. Fare attività fisica aiuta a prevenire e curare oltre 40 malattie


«L’attività fisica è un’arma potentissima: contribuisce a prevenire e curare il cancro e altre 40 malattie fra le più diffuse al mondo. E riduce il rischio di ricadute». È questo il messaggio che un gruppo di donne operate al seno porterà alla prossima maratona di New York. In ascolto dovremmo esserci tutti. In particolare i pigri, sedentari e sovrappeso che purtroppo nel nostro Paese sono sempre di più: circa quattro connazionali su 10, bambini inclusi. E poi i 366mila italiani che nel 2013 si sono ammalati di una forma di tumore, gli oltre 2 milioni e mezzo che convivono da anni con una diagnosi oncologica e soprattutto quei 23 milioni di compatrioti che, secondo le più recenti statistiche, hanno dichiarato di non praticare alcuna attività sportiva.

Sedentarietà, sovrappeso, dieta scorretta e fumo
«Si può correre per dimostrare, a se stessi e al mondo, che il tumore è “acqua passata”. Che si è tornati alla vita di prima, magari apprezzandola di più. Che si può recuperare completamente la propria forma fisica e persino migliorarla - commenta Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Umberto Veronesi, che insieme a Rosa Associati sta reclutando venti donne curate per un tumore al seno da allenare in vista della prossima maratona newyorkese, che si terrà come ogni anno la prima domenica di novembre -. E ancora si può correre anche per trasmettere un messaggio di vitale importanza ai sani e ai “compagni di sventura” nella malattia: è stato scientificamente provato da numerosi studi, condotti su centinaia di migliaia di persone, che sedentarietà, sovrappeso, dieta scorretta e fumo causano oltre 40 tipi diversi di malattie croniche, fra cui molti tumori. D’altro canto sappiamo che un terzo circa dei casi di cancro potrebbe essere evitato evitando questi quattro fattori».

Muoversi per restare sani o guarire più in fretta
Ad allenare il particolare team di maratonete sarà Gabriele Rosa, specializzato in cardiologia e in medicina dello sport, uno degli allenatori di corsa più noti al mondo: «Molte ricerche hanno ormai provato la stretta correlazione fra inattività fisica e alcune patologie croniche - spiega Rosa - e accertato come esercizio fisico e corretta alimentazione siano una soluzione per la cura e la riabilitazione di malattie cardiovascolari, metaboliche e tumorali. Patologie che hanno assunto forme diffuse con pesanti ripercussioni sociali ed economiche». Secondo recenti stime, infatti, lo svolgimento di una regolare attività fisica potrebbe contribuire a prevenire e curare l’80 per cento dei casi di malattie croniche che colpiscono un italiano su tre e costano al nostro Servizio Sanitario Nazionale circa 60 miliardi di euro ogni anno. Si tratta di patologie fra le più diffuse al mondo e in Italia. L’elenco è lungo e, oltre ai tumori (primi fra tutti quelli al seno e al colon retto), ci sono obesità, diabete di tipo 2, ipertensione, dislipidemie, malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, depressione, osteoporosi e sarcopenia.

Almeno 150 minuti alla settimana
L’appello a fare regolarmente attività fisica (che non vuol dire necessariamente sport, ognuno può e deve muoversi in base alle proprie possibilità, dal semplice camminare e salire le scale all’attività agonistica) è stato lanciato anche all’inizio del 2014 dall’American college of sports medicine, che ha rilasciato delle vere e proprie linee-guida, rigorosamente basate sulla scienza e suddivise per età. Per restare sani agli adulti servono almeno 150 minuti alla settimana (suddivisi in 30 minuti al giorno per 5 giorni) di attività fisica, moderata o energica. Se si deve dimagrire i minuti raddoppiano a 300 ogni settimana. Ai bambini invece sono necessari almeno 60 minuti al giorno, da suddividere fra attività aerobica (con sforzo vigoroso, almeno tre volte alla settimana) e sport che aiutino il rafforzamento di muscoli e ossa.

Cammino, corsa o bici: ecco a cosa servono
«In particolare - continua Rosa - lo svolgimento di una regolare attività fisica (soprattutto attività aerobica come cammino, corsa o bicicletta) permette di prevenire tali patologie, di migliorarne il decorso e la sopravvivenza. L’esercizio fisico migliora la funzionalità cardiaca, la circolazione sanguigna (controllo dei livelli di pressione arteriosa) e l’ossigenazione dei tessuti, nonché il profilo lipidico riducendo il colesterolo “cattivo” e favorendo l’aumento di quello “buono” protettivo. Inoltre lo stile di vita attivo permette di ridurre i livelli di grasso corporeo e di migliorare la risposta insulinica aumentando la tolleranza agli zuccheri. E ancora: la fragilità ossea e la perdita di massa muscolare che si riscontrano con l’aumento dell’età sono ampiamente ridotte da attività sportive come la camminata veloce e la corsa». Per quanto riguarda il tumore al seno, poi, l’attività fisica sembra avere un impatto positivo sulla sopravvivenza: «Nelle donne che praticano più di tre ore alla settimana di attività aerobica ci sarebbe una riduzione del rischio assoluto di morte del quattro per cento a cinque anni dalla diagnosi che sale al sei per cento a 10 anni, con una diminuzione delle recidive proporzionale alla quantità di attività svolta - aggiunge Paolo Veronesi, direttore dell’Unità di Chirurgia Senologica Integrata all’Istituto Europeo di Oncologia -. Inoltre, dopo le cure per un carcinoma della mammella, le donne fisicamente più attive soffrono meno di disturbi articolari correlati alle terapie, come il linfedema. E l’esercizio fisico sembra migliorare anche la sensazione di affaticamento (o fatigue) di cui soffrono molte pazienti».

AAA maratonete cercasi
Per molte persone correre la maratona di New York (oltre 42 chilometri) attraverso i cinque grandi distretti della metropoli è un sogno nel cassetto. A causa della grande popolarità dell’evento, aperto ad atleti professionisti e amatoriali provenienti da tutto il mondo, la partecipazione è limitata a solo una parte delle oltre 100mila richieste che pervengono ogni anno. Ma a novembre 2014 ci sarà di certo un gruppo di donne italiane che si sono lasciate alle spalle un tumore al seno. Chi fosse interessata a partecipare (gratuitamente: le spese di iscrizione, viaggio e alloggio saranno coperte dagli organizzatori) può inviare una mail all’indirizzo corriperlaricerca@fondazioneveronesi.it, indicando età, quando è stata diagnosticata la malattia, lo stato di forma fisica attuale e l’attività sportiva che si svolge, oltre a un proprio recapito per essere contattate in caso di selezione. Per prepararsi all’evento sono previsti allenamenti plurisettimanali a Milano o Brescia.