Ottimizzare per evitare il taglio alle cure anticancro

   Sportello Cancro, Vera Martinella, 19/05/2014

L CONVEGNO
Trovare il modo di limitare i costi, sempre in crescita, nel settore oncologico. Per continuare a curare tutti al meglio. La proposta degli oncologi Cipomo



Individuare gli accertamenti diagnostici e i trattamenti di non documentata efficacia e renderli non più rimborsabili. Vigilare sui conflitti d’interesse fra enti regolatori, professionisti e industria farmaceutica. Spingere l’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco), che pure ha agito perfettamente secondo i suoi compiti, ad un’azione più coraggiosa nei confronti di casi come quello Lucentis – Avastin per imporre prezzi sostenibili. Sono alcune delle linee di indirizzo emerse in occasione del Congresso Nazionale del Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri (Cipomo), appena conclusosi a Lazise (Verona), per evitare il razionamento indiscriminato delle risorse a disposizione delle cure oncologiche. Il problema di come ridurre, in maniera intelligente, la spesa dovuta al cancro è un grande problema a livello internazionale e solo pochi giorni fa esperti statunitensi avevano pubblicato uno studio, esortando a stringere i tempi ed esponendo la loro proposta: un cambio della routine ospedaliera su tre fronti, terapie fine vita, diagnostica e nuovi farmaci.
Il timore di non poter curare tutti i malati
Durante i lavori gli esperti hanno fatto ancora una volta i conti: se è vero che diminuisce la mortalità dei tumori, è però chiaramente in crescita l’esigenza di cura perché sale costantemente il numero di italiani che ogni anno si ammalano e anche di quanti convivono sempre più a lungo con la malattia. Crescono così i costi, di quasi il 10 per cento, portando la spesa farmaceutica ospedaliera a sforare sempre più spesso negli ultimi anni il tetto del 2,4 per cento sul contributo statale complessivo alla spesa sanitaria. Circa un terzo dei farmaci di fascia H (quelli ospedalieri) è rappresentato infatti da farmaci oncologici. «Sono oltre 2 milioni e mezzo i pazienti in Italia in questo momento e c’è un rischio di insostenibilità dei costi delle nuove cure - dicono gli oncologi del Cipomo -. I nuovi farmaci hanno un costo che oscilla tra 50 e 100mila euro per anno di trattamento il timore è quello che le restrizioni finanziarie nelle Regioni e nelle Aziende non consentano di garantire a tutti le cure necessarie». La parola chiave, secondo il Presidente del Collegio Gianpiero Fasola, è sempre appropriatezza: «Cipomo sta lavorando da tempo per proporre modelli organizzativi sempre più orientati all’appropriatezza, al rispetto del paziente, alla sostenibilità e a un dialogo produttivo con le Istituzioni per continuare a preservare il Servizio Sanitario universalistico che ci contraddistingue».