La seta che aiuta la pelle

   D-Repubblica, Salute Seno, Tiziana Moriconi, 02/07/2014

Il nobile tessuto, trattato con antimicrobici permanenti, può ridurre gli effetti collaterali delle terapie oncologiche che aggrediscono la cute. Ecco come


La seta, il pregiato tessuto utilizzato dalle antiche popolazioni cinesi fin dal 3000 a.C., ha un potere speciale sulla nostra pelle, lenitivo. E c’è chi ha scoperto che, se ingegnerizzata, può essere molto efficace contro le dermatiti, le infezioni da funghi e numerosi problemi della cute. Anche di quelli causati dai farmaci per i tumori e dalla radioterapia, come stanno dimostrando alcuni studi pilota italiani. Il merito è della fibroina, la proteina di cui è composta la seta (circa per l’80%), e di un brevetto – anch’esso italiano – grazie al quale è possibile conferire al tessuto proprietà medicali e antimicotiche permanenti. Se ne è discusso lo scorso 13 giugno a Roma, presso l’Ospedale San Camillo Forlanini, nel corso della seconda edizione del convegno “Sulla pelle del paziente oncologico”, organizzato dall’associazione scientifica Il corpo ritrovato.

Gli effetti delle terapie sulla pelle. “I trattamenti radioterapici aggrediscono la pelle e possono causare la radiodermite, una sorta di grave eritema solare. Anche gli ultimi farmaci hanno effetti collaterali pesanti a carico della cute, come infiammazioni, secchezza, ragadi, follicoliti, danni ungueali”, spiega Maria Concetta Pucci Romano, docente di Terapie Speciali Dermatologiche all’Università Tor Vergata di Roma: “Il danno cutaneo contribuisce a peggiorare la qualità di vita del paziente oncologico, oltre a mettere a repentaglio la riuscita terapeutica se, per gli effetti collaterali, dovesse essere sospesa. In uno studio condotto su 43 pazienti presso l’Università di Napoli Federico II, l’uso di indumenti in seta medicata – come slip, calzini, magliette – ha dimostrato di poter migliorare significativamente questi effetti collaterali, con la remissione dei disturbi in oltre il 60% del campione”.

Il potere della seta. In generale, la seta medicata sembra aiutare la pelle a recuperare più velocemente le sue funzioni e a contrastare la tossicità cutanea acuta, riducendo il rischio di sovrainfezioni e il ricorso ad altre terapie (a base sia di creme steroidee sia di farmaci locali e sistemici). Nelle donne trattate per il tumore al seno incluse negli studi, inoltre, è stata osservata una riduzione del bruciore e del prurito cutaneo. Lo speciale tessuto è anche inserito dal 2009 nelle linee guida europee per la cura della dermatite atopica e in alcuni paesi al di fuori dell’Italia viene rimborsato dai servizi sanitari.

Una guida per proteggere la pelle. Nel corso del convegno sono state anche presentate le nuove linee guida de Il Corpo ritrovato per la gestione della tossicità cutanea. “Più dell’80% dei pazienti oncologici è preoccupato circa la possibilità di conservare il proprio aspetto fisico e la propria vita di relazione. Per questo abbiamo preparato ‘Difendiamo la Pelle‘: una breve guida per le tante domande che il paziente si pone, alle quali rispondere con consigli utili e certificati per gestire i danni cutanei, comprese la perdita dei capelli e le cicatrici chirurgiche. È anche importante rendere sempre più forte la collaborazione tra dermatologi e oncologi: solo operando a stretto contatto i diversi specialisti possono trovare soluzioni adeguate alle specifiche esigenze”, conclude Pucci Romano.

SFOGLIA LA GUIDA

Riferimento: Valutazione dell’efficacia della seta medicata per uso topico nelle reazioni locali acute in pazienti oncologici sottoposti a radioterapia