Vincere la resistenza ai farmaci

   D-Repubblica, Tiziana Moriconi, 21/08/2014

Un gruppo di ricerca italiano ha scoperto un nuovo meccanismo che causa la perdita di efficacia delle terapie anti-ormonali per il tumore al seno

La ricerca contro il cancro al seno ha ancora molti ostacoli da superare. Uno riguarda la resistenza ai farmaci, e in particolare alle terapie anti-ormonali. Nel 70% dei casi, infatti, il carcinoma della mammella ha bisogno degli ormoni femminili per crescere. Bloccare la loro interazione con le cellule tumorali significa, quindi, arrestare anche la neoplasia. Purtroppo, in circa la metà delle pazienti (in particolare in quelle con malattia metastatica), a un certo punto il tumore sviluppa la resistenza alla terapia.

Molti gruppi di ricerca sono impegnati nel comprendere meglio i meccanismi biologici responsabili di queste resistenze e nel trovare nuove soluzioni. E a fare un nuovo passo avanti è un team tutto italiano, condotto dal gruppo di Paolo Ciana dell’Università Statale di Milano.

Lo studio. Come spiegano i ricercatori, in circa il 20% dei casi, la resistenza ai farmaci anti-ormonali è dovuta alla perdita del recettore per gli estrogeni sulle cellule del tumore (cioè di una proteina che come con un gancio si lega agli ormoni femminili). Perché si verifica questa perdita? Secondo quanto scoperto nel loro nuovo studio, apparso su Proceedings of the National Academy of Science (Pnas), durante la vita delle cellule tumorali la produzione di questa proteina da parte del tumore si alterna ciclicamente alla produzione di un’altra proteina (chiamata oncogene c-MYB). Questa “oscillazione”, che è regolata a livello del Dna, a un certo punto si inceppa a causa di una mutazione. Succede, cioè, è che il “gancio” per gli estrogeni non viene più prodotto e il tumore diventa così improvvisamente ormone-indipendente.

Le implicazioni per il futuro. Nessuno aveva mai scoperto questo meccanismo, che i ricercatori hanno definito oscillatore biologico. “La sua scoperta è importante e molto promettente per futuri sviluppi”, commenta Ciana: “L’oscillazione coordinata del recettore estrogenico e di c-MYB va infatti considerata un bersaglio innovativo per le terapie volte alla sensibilizzazione di tumori refrattari al trattamento ormonale”.

Lo studio è stato finanziato dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) e svolto in collaborazione con Adriana Maggi dell’Università Statale di Milano, Giulia Piaggio dell’Istituto Regina Elena di Roma e Maria Grazia Daidone dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Riferimento: Cell cycle dependent oscillatory expression of estrogen receptor-? links Pol II elongation to neoplastic transformation.