Un asso contro 30 tumori

   HealthDesk, 29/09/2014

Sono stati presentati nel corso del congresso annuale della European Society for Medical Oncology nuovi dati sull’uso di pembrolizumab nel tumore gastrico, in quello della vescica, e nel tumore del polmone non a piccole cellule.
Nel caso del tumore della vescica in fase avanzata, i risultati preliminari presentati hanno evidenziato un tasso di risposta globale del 24% con l’uso di pembrolizumab in monoterapia e un tasso di risposta completo del 10% (3/29).
Per il tumore gastrico avanzato i primi risultati presentati hanno evidenziato un tasso di risposta globale del 31% con pembrolizumab in monoterapia. Tassi di risposta globale simili sono stati osservati sia in pazienti asiatici, (una popolazione con alta incidenza di tumori gastrici) e pazienti non asiatici.
Per il tumore polmonare non a piccole cellule i dati presentati hanno evidenziato un’attività anti-tumorale di pembrolizumab in pazienti con NSCLC avanzato (n=236) con e senza precedenti trattamenti rispettivamente del 26 e 20%, per tutti i dosaggi e programmi terapeutici. Dati che candidano il farmaco terapia di prima scelta, in alternativa alla chemioterapia in questa precisa forma tumorale.
Pembrolizumab agisce ripristinando la naturale capacità del sistema immunitario di riconoscere e colpire le cellule tumorali. È già approvato dalla Food and Drug Administration americana per il trattamento di pazienti con melanoma non resecabile o metastatico, già trattati con ipilimumab o anche con un BRAF inibitore, se con la mutazione BRAF V600 positiva. Pembrolizumab è in fase avanzata di sperimentazione in diversi trials clinici per il trattamento, in monoterapia e in combinazione, di oltre 30 tipi di tumori differenti, tra cui il tumore della vescica, del colon-retto, della testa e del collo, il carcinoma polmonare non a piccole cellule, il carcinoma mammario triplo negativo e le neoplasie ematologiche.