Aifa: entro tre anni vaccini contro il cancro

   HealthDesk, 04/11/2014


Entro tre anni potrebbero arrivare i primi vaccini contro il cancro. Ad annunciarlo sono stati gli esponenti dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) nel corso del convegno sulle vaccinazioni in Europa, promosso dal Ministero della salute nell'ambito del semestre di presidenza Ue. Il presidente Sergio Pecorelli e il direttore generale Luca Pani hanno parlato di una serie di nuovi vaccini per l'immunizzazione di gravi patologie, come appunto il cancro e il morbo di Alzheimer, che dovrebbero sbarcare in Italia. I vaccini per l'immunoterapia del cancro dovrebbero arrivare nei prossimi tre anni mentre gli altri dovrebbero essere pronti in 5-10 anni.
«La vaccinazione è uno dei pilastri fondamentali che sostengono le politiche di sanità pubblica perché consente di raggiungere risultati straordinari pur in presenza di un rapporto costo/efficacia estremamente favorevole», ha detto Pecorelli. «Non dobbiamo pensare solamente ai vaccini come arma di prevenzione delle malattie trasmissibili. Oggi il concetto di vaccinazione include anche i vaccini, preventivi e terapeutici, contro il cancro e non dobbiamo mai dimenticare il filone veterinario, estremamente importante per la salute umana, per il possibile passaggio di infezioni dagli animali all'uomo».
Sulla stessa linea le parole con cui Luca Pani ha chiuso la conferenza: «...Immunizzazione significa anche ricerca, una grande rivoluzione sta per arrivare nel campo dei vaccini grazie ai vaccini immunoterapici per i tumori, contro l'Alzheimer e per l'abuso di sostanze stupefacenti. Stiamo per aprire la cassaforte genomica del sistema immunitario e ciò ci dovrebbe portare in pochi anni a strumenti sempre più precisi ed efficaci».
I vaccini in fase di studio sono vaccini terapeutici e preventivi, in molti casi tagliati su misura sui singoli pazienti, secondo quanto emerso, e ciò avrà delle ricadute sui costi. Su questo fattore il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha assicurato che si sta già lavorando a una «strategia a livello Ue per sostenere i costi dei nuovi vaccini», puntando ad esempio sulla valutazione di meccanismi come l'individuazione di prezzi sovranazionali.