Cancro al seno: risultati promettenti per un nuovo farmaco made in Italy

   HealthDesk, 11/12/2014

Arriva dall’Italia una nuova opzione terapeutica per trattamento del tumore della mammella triplo-negativo, che rappresenta circa il 12-17% dei casi di tumore mammario. L’associazione tra paclitaxel, uno dei taxani maggiormente impiegati nella chemioterapia per questa forma neoplastica, e reparixin, farmaco frutto della ricerca Dompé somministrato per via orale, appare sicura e ben tollerata nelle donne con tumore mammario metastatico, senza interferenze farmacologiche tra le due molecole. È quanto emerge da uno studio di Fase Ib condotto in diversi centri di ricerca oncologica negli Stati Uniti e presentato alla 37° edizione del San Antonio Breast Cancer Symposium.
«I risultati dello studio sono estremamente incoraggianti per lo sviluppo futuro di reparixin», spiega la coordinatrice dello studio Anne Schott, associate professor of Internal Medicine, University of Michigan. La molecola ha come bersaglio il recettore espresso dalle cellule staminali tumorali. Queste cellule hanno la capacità di riprodursi senza essere significativamente “toccate” dalla chemioterapia standard e rappresentano un target ideale per un trattamento che possa essere somministrato in completa sicurezza in associazione alla chemioterapia».
Reparixin è un inibitore a basso peso molecolare di CXCR1/2 che negli studi sperimentali ha dimostrato di poter ridurre le cellule staminali tumorali se somministrato da solo o in associazione con chemioterapia con farmaci della famiglia dei taxani. Con reparixin si punta ad inibire l’attività del “motore” dell’infiammazione per tenere sotto controllo lo sviluppo delle cellule staminali del tumore della mammella e, potenzialmente, anche di altre neoplasie, oltre che a modificare il microambiente che ne consente lo sviluppo.