Allo studio un vaccino per il cancro al seno

   D-Repubblica, Salute Seno, Tiziana Moriconi, 13/01/2015

Lo stanno mettendo a punto i ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis, negli Usa, che hanno già condotto una prima sperimentazione su alcune donne con tumore avanzato, ottenendo risultati incoraggianti

Linfocita T
Lo studio è di fase 1, il che significa che siamo ancora agli albori. Però le notizie che arrivano da questa prima sperimentazione sono incoraggianti. Parliamo di un vaccino contro il cancro al seno, cioè un farmaco in grado di “insegnare” al sistema immunitario a riconoscere le cellule "cattive" e a distruggerle in maniera selettiva. Lo stanno mettendo appunto i ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis, che hanno pubblicato i primi risultati su Clinical Cancer Research.
La sperimentazione è stata condotta su un piccolo numero di donne (14) con un tumore al seno in stadio avanzato. L'obiettivo, per questa prima fase, era verificare la sicurezza del vaccino: capire, cioè, quali effetti collaterali possa provocare.

Il target del vaccino.
Il target del nuovo farmaco è una proteina chiamata mammaglobina-A: in studi precedenti, i ricercatori avevano infatti scoperto che questa sostanza è presente quasi esclusivamente nel tessuto mammario e che, in molti casi di cancro al seno, è addirittura sovraespressa (cioè è presente in quantità più elevate della norma) proprio nei tessuti tumorali. “In teoria, questo significa che noi potremmo trattare un ampio numero di pazienti con il tumore al seno, potenzialmente con pochi effetti collaterali”, ha spiegato William E. Gillanders, docente di chirurgia e autore dello studio.
Ma come agisce il farmaco? Il vaccino non colpisce direttamente le cellule cancerose, ma attiva uno specifico tipo di globuli bianchi (i linfociti T CD8, agenti del sistema immunitario adattativo) affinché riconoscano le cellule che presentano sulla loro superficie la mammaglobina-A e le distruggano.
Per approfondire il meccanismo, guarda la video-intervista a Giuseppe Curigliano sull'immunoterapia contro il cancro al seno

Il trial clinico.
Tutte e 14 le pazienti coinvolte nello studio presentano tumori che esprimono elevate quantità di mammaglobina-A. Come anticipato, l'obiettivo primario non era stabilire l'efficacia del vaccino. Nonostante questo, gli autori hanno comunque osservato che circa metà delle donne non ha mostrato progressione della malattia a un anno dalla somministrazione, anche chi ha un sistema immunitario meno potente a causa dello stadio avanzato della malattia e degli effetti della chemioterapia. Nel gruppo di controllo - in cui non è stato somministrato il vaccino - l'arresto della progressione è stata osservata soltanto in circa un quinto delle pazienti.

I dati sugli effetti collaterali.
Quanto agli effetti collaterali, gli autori riportano 8 eventi classificati come “leggeri” o “moderati”, tra cui: rash, indolenzimento nel sito di vaccinazione e sintomi lievi simili a quelli influenzali. Non si è verificato alcun evento grave o pericoloso per la sopravvivenza. Visti questi risultati, i ricercatori stanno ora progettando un secondo studio, più grande e che coinvolga anche le pazienti con tumori ai primi stadi.

Vai allo studio: "Safety and Preliminary Evidence of Biologic Efficacy of a Mammaglobin-A DNA Vaccine in Patients with Stable Metastatic Breast Cancer".