Radioterapia, sfatiamo i falsi miti

   D-Repubblica, Salute Seno, Tiziana Morriconi, 19/02/2015

La radioterapia fa diventare radioattivi? Fa perdere i capelli? Ustiona la pelle? Vero o falso? Tutto quello che c'è da sapere su questo trattamento in caso di tumore al seno


Per le donne che si ammalano di tumore al seno, la radioterapia è una “tappa fissa” del percorso terapeutico: un trattamento che viene prescritto in quasi tutti i casi. Ecco perché è importante sfatare i falsi miti che la circondano e dare tutte le informazioni che ogni paziente dovrebbe conoscere per affrontare al meglio le cure. Lo sostiene Vittorio Donato, direttore dell'unità di Radioterapia dell’Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma, che è partito dalle domande più frequenti per redigere una sorta di vademecum su ciò che è vero e ciò che è falso.

Qual è la domanda che più spesso le viene rivolta dalle donne?
“Se è vero che dopo la radioterapia si diventa radioattivi e se possono stare vicino a tutte le altre persone. Io rispondo loro che non solo possono, ma devono stare vicine agli altri, nipotini compresi, se sono nonne. Non si diventa radioattivi, e la radioterapia continua la sua azione esclusivamente nella zona irradiata: al di fuori del campo di trattamento la radioterapia non ha effetto”.

L'altra grande paura è che la pelle rimanga ustionata
“Anche questo è falso mito o, meglio, un vecchio retaggio. Le ustioni o grandi bruciature si verificavano quando si utilizzavano altre apparecchiature come la cobalto terapia. Oggi, le bruciature sono rare. L'utilizzo delle nuove tecnologie – come le macchine 3D conformazionali con sistema di centraggio – sono importanti per un altro motivo: bisogna irradiare soltanto la mammella, evitando il cuore e il polmone (leggi “Nuovi dati su radioterapia e rischi per il cuore”, ndr.). Bisogna lavorare sull'aggiornamento delle apparecchiature”.

Il tessuto può perdere elasticità?
“Ci sono delle accortezze che si possono prendere. Vorrei però rassicurare su un punto: la ghiandola mammaria non diventa fibrotica dopo la radioterapia e dopo alcuni mesi torna normale. Non si può generalizzare ed è importante che ogni caso venga valutato dall'oncologo e dai chirurghi senologo e plastico insieme al radioterapista oncologo: per alcune pazienti si preferisce ricostruire subito il seno e poi fare la radioterapia, per altre è preferibile irradiare prima della fase ricostruttiva”.

E' un trattamento molto lungo?
“Alcuni durano un giorno, altri poche settimane, altri anche due mesi. Il tempo dipende dall’intento del trattamento radioterapico, che può essere curativo esclusivo, pre-operatorio per ridurre la massa da operare, post-operatorio per ridurre il rischio di recidive, in associazione con la chemioterapia, o palliativo. La radioterapia è quasi sempre utilizzata anche in caso di metastasi”.

Serve anche per limitare il dolore?
“Assolutamente sì. La radioterapia antalgica è molto utilizzata. Questa caratteristica viene sfruttata soprattutto nel trattamento delle metastasi ossee, per le quali occorrono pochissime sedute di radioterapia, generalmente una sola”.

Può essere utilizzata sulle metastasi cerebrali?
Quando la paziente presenta poche – una o due – metastasi cerebrali, si può ricorrere alla radioterapia stereotassica al posto dell'intervento: si va ad irradiare soltanto le metastasi con l'intento di distruggerle. In questi casi, però, servono macchine altamente tecnologiche, che non tutti i centri hanno”.

Provoca la caduta dei capelli?
“Le metastasi trattate sono molto piccole e possono cadere i capelli nei centimetri irradiati. In ogni caso, i capelli ricrescono, salvo rare eccezioni, entro 12 mesi dalla fine del trattamento”.

In tutta Italia ci sono 180 centri per la radioterapia. Troppo pochi?
“Più che pochi sono mal distribuiti. Ma, ancor più grave, le macchine sono poco utilizzate per mancanza di personale. In molti casi le radioterapie vengono eseguite soltanto di mattina, perché il pomeriggio manca il personale sanitario per effettuare il secondo turno. Le macchine che non lavorano sono il vero spreco”.

Cos'altro devono sapere le pazienti?
“Devono essere consapevoli, fin da subito, che quasi sicuramente dovranno fare alcune sedute di radioterapia. A volte subito dopo l'intervento, a volte durante l'intervento stesso, a volte dopo la chemioterapia. Nelle breast unit, centri specializzati, le donne vengono prese per mano e informate su ogni singolo passo. Ma non ovunque è così: succede anche che le pazienti vengano a sapere quasi al termine dei cicli di chemioterapia che dovranno fare anche la radioterapia, trovandosi di fronte a lunghe liste d'attesa: tempi morti che impediscono loro di lasciarsi alle spalle il prima possibile la malattia”.

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