E se lo sport fosse utile per curare il cancro?

   HealthDesk, 20/03/2015

NON SOLO PREVENZIONE

Una ragnatela di vasi sanguigni così intrecciati da non far passare l'ossigeno. È in questo modo, creando questo groviglio, che molti tumori crescono e diventano resistenti ai trattamenti. Senza ossigeno, infatti, il cancro diventa immune agli effetti tossici dei farmaci chemioterapici e delle radiazioni, progettati per agire su tessuti ben ossigenati. Come fare allora per migliorare il flusso di sangue al tumore e ripristinare l'efficacia delle cure? Tra le soluzioni al vaglio della comunità scientifica, i ricercatori del Duke Cancer Institute ne hanno presa in considerazione una semplice ed economica: l'attività fisica.

Per ora l'ipotesi è stata testata solo su modelli animali ma ha fornito le prime prove della sua validità nel rallentare la crescita del tumore e migliorare l'efficacia delle cure. Dai risultati, pubblicati sul Journal of National Cancer Institute, è emerso nei topi "attivi" un miglioramento nel numero e nella funzione dei vasi sanguigni che circondano il tumore, con un aumento del flusso di ossigeno che ha permesso, una volta che gli animali sono stati sottoposti a chemioterapia, di rallentare la crescita del tumore e di ridurne le dimensioni.

Che il movimento abbia un ruolo nei tumori non è una novità. Sappiamo che è un importante fattore di prevenzione per alcuni tipi di cancro, come quello del colon, dell'endometrio e del seno, e che nei pazienti sottoposti a terapia aiuta a ridurre gli effetti collaterali e l'insorgere di recidive.

La novità è che in questo nuovo studio i ricercatori hanno indagato l'effetto dell'esercizio fisico come terapia contro le cellule tumorali. Sono stati utilizzati due diversi modelli di cancro al seno impiantati nei topi, alcuni dei quali sono stati assegnati al gruppo che doveva praticare il movimento, cioè correre nella ruota, mentre altri non hanno praticato nessuna attività.

Risultato: negli animali che hanno fatto sport la crescita del tumore è stata significativamente più lenta rispetto a quella osservata nei topi sedentari, e la morte delle cellule tumorali è stata di una volta e mezza superiore. La densità dei piccoli vasi sanguigni è stata di circa il 60% superiore in topi in movimento rispetto a quelli del gruppo di controllo, e il trasporto di ossigeno ai tessuti tumorali è risultato migliore.

Sulla base degli effetti dell'esercizio fisico osservati, i ricercatori hanno poi verificato se il movimento era in grado di migliorare anche l'efficacia di un farmaco chemioterapico, la ciclofosfamide. Gli animali sono stati randomizzati in quattro gruppi: solo sedentario, solo esercizio fisico, solo ciclofosfamide o esercizio fisico in combinazione con il farmaco. Anche in questo caso, il tasso di crescita del tumore è stato molto più lento nei topi trattati con il farmaco in combinazione con l'esercizio fisico.

La crescita del tumore è stata ritardata anche nel gruppo che faceva solo sport e in quello trattato solo con il chemioterapico, ma non è stata notata nessuna differenza nel tasso di crescita del tumore tra questi due gruppi, e ciò suggerisce che l'esercizio ha avuto effetti simili alla chemioterapia nel corso dell'esperimento.

«Un crescente numero di studi mostra che l'esercizio fisico è una terapia sicura e tollerabile associata a miglioramenti in molti ambiti, come la forma fisica, la qualità della vita e la riduzioni di sintomi come la stanchezza in un certo numero di tipi di cancro, tra cui quello al seno», ha detto Lee Jones, direttore del programma di ricerca di Cardio-Oncologia presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Institute e uno degli autori dello studio. «Sulla base di questi risultati nei topi, stiamo progettando ricerche per verificare se il movimento può inibire la crescita tumorale e il rischio di recidiva nelll'uomo».