Senza chemio contro il cancro al seno

   HealthDesk, 19/03/2015

CURE PIÙ DOLCI

HER2 positivi: chi conosce l'argomento sa che si tratta delle forme più aggressive dei tumori del seno. È una “variante” che rappresenta il 20-30 per cento delle circa 55 mila nuove diagnosi di cancro alla mammella che si registrano ogni anno In Italia.

Negli ultimi tempi, l'arrivo di nuovi farmaci sta senz'altro contribuendo a rendere meno infausta la diagnosi per questo tipo di tumore. Ma adesso un nuovo studio, ancora in corso, sembra dare ulteriori interessanti risultati ricorrendo a una strategia di trattamento che in molti casi fa a meno della tradizionale chemioterapia, evitandone perciò gli effetti collaterali avversi.

Il regime terapeutico è quanto mai semplice: alle pazienti con tumore al seno HER2+ HR+ viene somministrata per due settimane una terapia solo ormonale (letrozolo) per bocca. Al termine del trattamento viene eseguita una biopsia per verificare gli effetti di questa terapia ormonale. Nei tessuti prelevati viene valutata la velocità di proliferazione delle cellule cancerose mediante antigene Ki67. A questo punto le possibilità sono due:se la crescita delle cellule cancerose non è diminuita (si è verificato finora in un terzo delle pazienti) la paziente esce dallo studio e viene trattata in maniera convenzionale con farmaci anti HER2 e chemioterapia; se la crescita delle cellule cancerose è rallentata (in due terzi delle pazienti) si prosegue la terapia ormonale associandole due farmaci biologici anti HER2 ( trastuzumab e pertuzumab) ed evitando la chemioterapia

Capofila dello studio è l'Istituto oncologico veneto di Padova, con la partecipazione dell'Istituto europeo di oncologia e l'Istituto nazionale dei tumori di Milano, l'ospedale Sant'Anna di Ferrara, il Santa Maria della Misericordia di Udine, il Santa Chiara di Pisa e l’Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo (Torino).

Qualche dato preliminare: nel 70% delle pazienti sottoposte a questo protocollo si ottiene dopo due settimane una evidente diminuzione della velocità di crescita delle cellule cancerose; e in molte di loro (è presto per fare cifre precise) si è visto che dopo cinque mesi di trattamento non ci sono più cellule tumorali. «Naturalmente sono risultati da prendere con prudenza - avverte Pierfranco Conte, che coordina la ricerca - perché lo studio non è nemmeno a metà. Lo abbiamo cominciato nel maggio 2014, lo concluderemo in aprile 2016 e solo allora potremo disporre di dati definitivi riguardanti circa 80 casi. Ma sicuramente quello che stiamo vedendo è molto, molto incoraggiante e ci fa pensare di essere sulla strada giusta».

Il lavoro, come spiega Conte, si basa su una strategia di cura del cancro «che oggi domina tutta la ricerca»: classificare le malattie cancerose sulla base delle loro caratteristiche molecolari e genetiche per trovare la terapia più adatta e meno invasiva contro ciascuna. L'oncologo ricorda in proposito che il tumore al seno non può essere considerato una sola malattia e se ne distinguono quattro forme diverse per caratteristiche biologiche, sintomi, evoluzione e risposta ai farmaci; a loro volta, queste quattro forme vanno poi suddivise in altri sottogruppi. In questo studio, precisa l'oncologo, «abbiamo concentrato la nostra attenzione su uno dei due tipi di cancro al seno considerati più aggressivi: l'HER2+ con HR+, cioè quello con recettore HER positivo e recettore ormonale positivo, che rappresenta l'8% di tutte queste neoplasie. E ci siamo posti l'obbiettivo di trovare il protocollo terapeutico più efficace facendo possibilmente a meno della chemioterapia». L'obiettivo non è stato centrato al 100%, «ma abbiamo individuato una quota significativa di casi, su tutte le pazienti con questo tipo di neoplasia, che ha risposto in modo molto soddisfacente. Sul totale delle pazienti sottoposte finora studiate, circa i due terzi sono risultate trattabili in questo modo. E sul 70% di queste ultime possiamo parlare di successo terapeutico. Diciamo – conclude Conte - che ce n'è abbastanza da guardare a questa seconda fase dello studio con ottimismo».