Interrompere il ciclo infiammazione-tumore per fermare il cancro

   HealthDesk, 25/04/2015

RICERCA


Fare luce sui segnali biochimici e molecolari che connettono infiammazione e cancro, in modo da poter sviluppare nuovi farmaci in grado di interrompere il circolo vizioso tra infiammazione cronica e crescita tumorale. È questo l'obiettivo di uno studio presentato al meeting annuale dell'American Association for Cancer Research (AACR) che si è concluso nei giorni scorsi a Philadelphia. autrice della ricerca è Sandra Cascio, vincitrice di una borsa di studio della Fondazione Rimed presso l’Università di Pittsburgh.

Negli ultimi decenni gli studi sull’argomento hanno evidenziato che uno stato di infiammazione cronica promuove l’insorgenza e la progressione tumorale, tuttavia gli eventi cellulari e molecolari che connettono questi due processi non sono stati ancora del tutto chiariti. Ma «una volta conosciuti in dettaglio questi eventi - spiega Cascio - si possono sviluppare nuovi farmaci che riducano l’infiammazione localizzata a livello tumorale e quindi inibiscano la crescita del tumore stesso».

La ricerca, finanziata dalla Fondazione Rimed di Palermo e dal National Institutes of Health (NIH) statunitense, si è focalizzata sull’alterata forma strutturale di una proteina, chiamata MUC1, che si associa con altre proteine, anch’esse super-espresse in condizioni di infiammazione e cancro, fra le quali la proteina p65. «Abbiamo scoperto - continua l’autrice - che nelle cellule tumorali il complesso proteico MUC1/p65 lega il Dna e controlla l’espressione genica di alcune molecole, chiamate citochine, che promuovono l’infiammazione. Il conseguente stato pro-infiammatorio promuove, a sua volta, lo sviluppo e la progressione del tumore. Se riusciamo, quindi, a bloccare questa cascata di eventi, possiamo inibire l’espansione delle cellule tumorali».

Per poter identificare i meccanismi di azione del complesso proteico MUC1/p65 i ricercatori si sono serviti di avanzate tecnologie in grado di individuare le proteine che legano il Dna, ne apportano specifici cambiamenti (le modificazioni epigenetiche) e ne controllano le attività di espressione genica. I dati scientifici presentati hanno messo a segno un decisivo risultato che potrebbe fermare la crescita e la progressione del tumore sviluppato in seguito ad uno stato di infiammazione cronica.

L’immunologia, l’ingegneria dei tessuti, la medicina rigenerativa e altre linee di ricerca troveranno impulso presso il Centro per le Biotecnologie e la ricerca biomedica che la Fondazione sta realizzando in provincia di Palermo. Sandra Cascio, insieme agli altri ricercatori selezionati per il programma Rimed di training post-doc a Pittsurgh, sarà principal investigator presso il nascituro centro.