Riabilitazione, mutui e assicurazioni sanitarie: diritti negati a chi è guarito da un tumore

   Sportello Cancro, Vera Martinella, 14/05/2015

GIORNATA NAZIONALE DEL MALATO ONCOLOGICO
Presentato in Senato il Rapporto sulla condizione assistenziale dei cittadini colpiti da cancro. Servono programmi specifici all’interno del Ssn

 

 

Guarire dal cancro o convivere con un tumore per anni, come avviene con altre malattie croniche, oggi è possibile. Accade sempre più spesso, anche in Italia. Superata la fase critica iniziale, l’immediata necessità sottoporsi alle terapie, ora è dunque tempo di puntare alla qualità di vita delle persone che devono poter tornare a un’esistenza piena e «normale». Recenti studi mettono però in luce che un ex malato di cancro su tre soffre di disturbi fisici o psicologici anche a distanza di anni dalla fine delle cure. «Ecco perché la riabilitazione oncologica deve essere riconosciuta nella sua specificità e rientrare nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti a tutti i cittadini – sottolinea Francesco De Lorenzo, presidente FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), in occasione della decima Giornata nazionale del malato oncologico - . Oggi non è così. E la mancanza di supporto socio-economico carica di oneri le famiglie, costrette a provvedere a proprie spese alle forme di assistenza non previste dal Servizio Sanitario Nazionale».

I possibili problemi di chi guarisce da un tumore

La denuncia è contenuta anche nel Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, presentato oggi al Senato nel corso della Giornata, e le associazioni dei pazienti coordinate dalla FAVO chiedono che la riabilitazione oncologica venga inserita tra le prestazioni previste dal DCPM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) sui Livelli Essenziali di Assistenza in corso di approvazione. Come riportano le più recenti statistiche oggi sono circa 3 milioni le persone vive dopo una diagnosi oncologica (rappresentano il 4,9 per cento degli italiani) e questo numero è cresciuto del 17 per cento rispetto al 2010. Fortunatamente una buona parte dei guariti, chiuso il periodo di malattia e terapie, riesce a tornare serenamente alla normalità. Ma non sono pochi quelli che, invece, devono continuamene affrontare problemi ben oltre la fatica soglia dei «cinque anni» di controlli (dopo i quali il rischio che la malattia si ripresenti scende, mentre salgono le probabilità d’andare incontro a una guarigione). Conseguenze a lungo termine dei trattamenti anticancro, disagi psico-sociali, depressione, divorzi, difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro: sono questi alcuni dei problemi che più frequentemente possono manifestarsi in chi ha avuto un tumore.

Mutui e assicurazioni sanitarie: diritti negati a chi è guarito

«Complessivamente, un malato di cancro su quattro può considerarsi guarito a tutti gli effetti – spiega De Lorenzo -. Questi dati rappresentano un’inversione di tendenza rispetto al diffuso stigma cancro uguale morte. Ma questo esercito di persone ha bisogni particolari e resta molto da fare dal punto di vista sanitario, sociale ed economico per garantire loro una buona qualità di vita e un rientro alla “normalità” dopo le cure. E perché non vengano più negati loro, come invece tuttora accade, diritti come l’accesso a mutui, assicurazioni sanitarie e servizi finanziari». Nel 2014 i tumori hanno rappresentato la principale causa di riconoscimento sia dell’assegno ordinario di invalidità che della pensione di inabilità, con un trend in costante crescita negli ultimi anni. «Il Servizio Sanitario Nazionale – sottolinea Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) - trascura sia la fase di riabilitazione post-trattamento acuto sia quella che segue alla remissione totale». In base a quanto stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni, la riabilitazione oncologica viene infatti inclusa all’interno di altre tipologie riabilitative, riferite alle patologie articolari, cardio-circolatorie, del linguaggio, dell’apparato digerente, urinarie, mentali e dell’autonomia comportamentale.

Servono programmi specifici all’interno del Ssn dedicati ai guariti

«Ma il tumore – continua Elisabetta Iannelli, segretario FAVO - è una malattia diversa da tutte quelle elencate e determina bisogni riabilitativi specifici, non assimilabili agli altri. Si tratta di un’omissione particolarmente penalizzante per i pazienti, perché gli esiti dei trattamenti anti-cancro possono causare difficoltà non solo fisiche ma anche cognitive, psicologiche, nutrizionali, sessuali, sociali e lavorative. La sottovalutazione di questi aspetti ha portato anche a escludere, quanto meno in forma di consultazione, la voce delle Associazioni dei pazienti dal Patto della Salute approvato dalla Conferenza Stato Regioni il 10 luglio 2014». Paradossalmente, insomma, milioni di persone superano il cancro, ma hanno necessità peculiari che vengono spesso in larga parte trascurate. «Serve che il Servizio Sanitario Nazionale si organizzi, ad esempio con appositi servizi di sorveglianza – continua Iannelli -. Le conseguenze della malattia possono lasciare tracce psicologiche profonde che condizionano le relazioni interpersonali e lo stato di benessere generale, con conseguente difficile reintegro sociale e lavorativo. Oppure possono restare conseguenze fisiche, può verificarsi la comparsa di effetti collaterali tardivi a seguito di chemioterapie o radioterapie e può esserci un rischio di possibili secondi tumori. Su questi aspetti è doveroso intervenire in modo efficace attraverso percorsi di riabilitazione e di sostegno psicologico». Servono, insomma, specifici programmi dedicati alla “cura della persona guarita”. Il libretto La vita dopo il cancro, realizzato da FAVO e AIOM, che sarà prossimamente reso disponibile nelle Oncologie Mediche e nelle associazioni di volontariato, rappresenta il primo strumento informativo in grado di sottolineare la necessità di una gestione della persona anche dopo la fine delle cure e di fornire, in modo semplice e sintetico, gli strumenti di conoscenza indispensabili per poter contribuire al miglioramento del proprio stato di salute.