Il progesterone potrebbe rallentare lo sviluppo del cancro al seno

   D-Repubblica, Salute Seno, Tiziana Moriconi, 28/07/2015

Aggiungere questo ormone alle terapie standard potrebbe aiutare a combattere la malattia in circa metà dei casi


In circa la metà dei casi di tumore al seno, aggiungere il progesterone alle terapie standard potrebbe aiutare a combattere la malattia. Uno studio apparso su Nature mostra infatti che la presenza dell'ormone innesca una serie di modifiche nella cellula tumorale che portano a rallentarne la crescita.

Uno studio agli esordi. Prima di entrare nel dettaglio, va ricordato che si tratta di una ricerca di base, condotta su cellule in vitro e non nelle pazienti, e che ciò che funziona in laboratorio non necessariamente funziona anche negli esseri umani. Ad ogni modo, secondo Jason S. Carroll dell'Università di Cambridge (Regno Unito) e Wayne D. Tilley dell'Università di Adelaide (Australia), a capo dello studio, i risultati sono abbastanza forti per cominciare a progettare uno studio clinico, in modo da testare gli effetti del progesterone sul tumore in vivo nel prossimo futuro.

Il "gioco" dei recettori ormonali. Quello che i ricercatori hanno osservato sembra un gioco di strategia. Proviamo a immaginare che il tavolo da gioco sia la cellula del tumore al seno: a fare da sentinelle al suo confine, sbucando dalla parete cellulare, ci sono le molecole recettori per gli estrogeni. Quando gli estrogeni si avvicinano, vengono “catturati”. Parte allora un segnale e i recettori stessi si legano al Dna in un punto specifico: questa interazione provoca un cambiamento nei geni “di attracco”, che si attivano a loro volta e fanno sì che la cellula tumorale si sviluppi velocemente.

Sul tavolo da gioco, però, ci sono altri attori. Oltre ai recettori per gli estrogeni spesso ci sono anche i recettori per il progesterone, un altro ormone femminile. Se in circolo vi è il progesterone, questi recettori lo “catturano” e si attivano. E cominciano a scombinare i piani: sviano infatti i recettori per gli estrogeni e li ridirigono in altre regioni del Dna, diverse da quelle abituali, dove attivano geni che rallentano la crescita della cellula tumorale invece che stimolarla.

Due nuove tecnologie per "guardare" il Dna. Tutto questo è stato osservato per la prima volta grazie alla combinazione di due nuove tecnologie d'avanguardia (sviluppate a Cambridge e ad Adelaide) che hanno permesso di studiare nel dettaglio cosa accade al Dna quando i due recettori - per gli estrogeni e per il progesterone - si attivano.

Come abbiamo anticipato, questa scoperta interessa circa la metà delle donne con un tumore al seno: quelle che presentano un tumore con i recettori sia per gli estrogeni, sia per il progesterone (vai al dossier: Come si classificano i tumori al seno - La tipizzazione molecolare). Il risvolto positivo è che il progesterone come farmaco è poco costoso e sicuro.

La ricerca è stata finanziata da Cancer Research UK, European Research Council, National Health and Medical Research Council of Australia, Cancer Australia e National Breast Cancer Foundation.

Fonti: Common hormone could help treat breast cancer; Treating breast cancer with progesterone could aid survival

Studio: Progesterone receptor modulates ER? action in breast cancer

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