Un piatto gustoso migliora la qualità di vita dei pazienti oncologici

   HealthDesk, 17/07/2015

CIBO E PREVENZIONE
Ricercatori, clini e chef insieme per unire scienza e gusto a tavola. Un progetto dell’Istituto Nazionale dei Tumori


Polpette di zucchine e mandorle, sorbetto al basilico, risotto con amaranto alla crema di piselli.
Sono solo alcune delle ricette messe a punto da chef professionisti per far riscoprire il sapore ai pazienti oncologici, nei quali è nota l'alterazione o l'abbassamento del senso del gusto a causa della chemioterapia.
Poi ci sono anche i piatti giusti per la prevenzione e quelli che vanno a braccetto con le terapie perché ne riducono gli effetti collaterali.
Il progetto dell’Istituto nazionale dei tumori (Int) di Milano “Cibo ed Emozioni, salute e qualità di vita in equilibrio perfetto” è stato presentato il 13 luglio ad Expo, durante l’incontro “Chef, nutrizionisti e oncologi a confronto”. Il suo obiettivo, mantenere la salute e promuovere la qualità della vita attraverso il cibo, coniugando l'aspetto scientifico al gusto.
«Può un modo gustoso di alimentarsi modificare l'impatto che le terapie hanno sul nostro corpo? È questo uno dei quesiti che noi oncologi abbiamo chiesto agli chef presenti ad Expo», spiega Paolo Bossi, dirigente medico del dipartimento di Medicina Oncologica dell’Int. «Nei tumori della testa e del collo il problema è ancora più evidente, si è discusso di cibi per ridurre la mucosite, per contrastare la nausea, per favorire una alimentazione corretta anche quando si riduce la saliva, per cercare di gustare il momento del pasto anche in condizioni “estreme”. Possiamo pensare ricette per non perdere il piacere dell'alimentazione anche quando le terapie disturbano la qualità di vita dei pazienti?».
La risposta sembra essere "sì", per questo ricercatori, clinici e chef collaboreranno alla preparazione di ricette studiate appositamente per chi vuol fare prevenzione o per il paziente oncologico che si trova ad affrontare situazioni diverse dovute alla patologia e alla cura, dalle modifiche nella percezione dei sapori a causa della chemioterapia.
«Il cibo ci può aiutare a non ammalarci e allo stesso tempo l’alimentazione è un valido alleato nella guarigione e nel miglioramento della qualità di vita nel paziente con tumore», conferma Filippo De Braud, direttore del Dipartimento e della divisione di Oncologia medica dell’Int. «Per il malato l’alimentazione rimane uno dei piaceri e deve continuare ad esserlo. L’abilità del medico è adattare la cura alla persona malata e lo stesso vale per il cibo».
Anche per chi non è malato esistono tante ricette e nuovi sapori adatti alla prevenzione dei tumori, assicurano gli esperti, e il progetto copre anche questo aspetto. La parola d'ordine, in ogni caso, è variare i cibi in tavola, scegliere prodotti di stagione e di buona qualità. «Per la prevenzione si possono indicare due facili regole da seguire: mangiare di meno per mantenere un peso adeguato, dato che le persone obese o in sovrappeso hanno maggior rischio di ammalarsi e che la “restrizione calorica” è in grado di ridurre lo sviluppo dei tumori e allungare l’aspettativa di vita», conclude Anna Villarini, biologo-nutrizionista del dipartimento di Medicina Predittiva e per la Prevenzione dell’Int. «E variare la propria alimentazione in tutti i pasti a partire dalla colazione, gli errori legati al cibo si riducono notevolmente se non vengono mangiate sempre le stesse cose».