L’olio d’oliva mette in fuga il cancro al seno

   HealthDesk, Redazione, 15/09/2015

PREVENZIONE
Un abbondante consumo di olio di oliva all’interno di un regime alimentare mediterraneo è in grado di dimezzare il rischio di tumore



Un abbondante consumo di olio di oliva all’interno di un regime alimentare rigorosamente mediterraneo è in grado di ridurre drasticamente il rischio di sviluppare il cancro al seno.
Lo sostiene uno studio condotto in Spagna e pubblicato sulle pagine di JAMA Internal Medicine (qui il link allo studio).
Il tumore al seno è la più frequente neoplasia femminile: in Italia colpisce circa 45-50 mila donne ogni anno pari a un terzo di tutti i tumori che insorgono nella popolazione femminile. Ogni donna ha un rischio di circa l’11 per cento di incorrere in un tumore al seno prima degli 85 anni e del 3 per cento di morire per questa causa. Il cancro al seno è inoltre anche la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile.
Da tempo è chiaro che l’alimentazione possa contribuire al rischio di sviluppare la neoplasia, ma è estremamente difficile isolare alimenti che possano favorirla o prevenirla. Di certo l’alcol ne aumenta le probabilità di insorgenza, così come un eccessivo consumo di grassi; molte crucifere (rape, senape, rucola, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, ravanelli, cavolo) e le fibre sembrano invece proteggere dal tumore.
Il gruppo di ricercatori spagnoli ha voluto vederci chiaro e capire se anche la tanto decantata dieta mediterranea possa svolgere un ruolo preventivo.
Per questo, ha osservato gli effetti di tre regimi alimentari su quasi 5 mila donne seguite per 5 anni. Un gruppo ha ricevuto soltanto indicazioni per ridurre il consumo di grassi e ha avuto la funzione di controllo; gli altri due si sono votati a un regime alimentare mediterraneo con precise indicazioni: abbondante uso di olio di oliva per cucinare e condire; consumo di almeno due porzioni di vegetali al giorno, una delle quali cruda; 2-3 porzioni di frutta al giorno; 3 porzioni di legumi a settimana; 3 porzioni a settimana di frutta secca; carne bianca al posto di quella rossa. Uova, pesce, formaggio e cereali integrali da consumare a piacere. Mentre meno di una porzione a settimana di insaccati, carne rossa, cioccolato.
L’unica differenza tra questi due gruppi era rappresentata da un alimento in più fornito dai ricercatori per incentivarne il consumo: olio d’oliva per il primo gruppo (1 litro a settimana), frutta secca per il secondo (30 grammi al giorno).
Ebbene, dopo 5 anni, i ricercatori hanno tirato le somme. In questo periodo 35 donne si erano ammalate di tumore al seno, ma non in maniera omogenea nei tre gruppi: 17 nel gruppo di controllo, 8 nel gruppo incentivato a consumare olio di oliva, 10 in quello incentivato a consumare frutta secca. Fatti i dovuti calcoli, equivale a dire che le donne che consumano molto olio di oliva nella propria dieta hanno il 62 per cento di probabilità in meno di sviluppare il cancro al seno rispetto a chi controlla soltanto il consumo di grassi; in quelle che consumano molta frutta secca il rischio si riduce del 48 per cento.
Basta questo per dire che l’olio d’oliva previene il cancro al seno? Purtroppo no, ed è lo stesso vicedirettore della rivista, Mitchell H. Katz, a sottolinearlo: «Certo, nessuno studio è perfetto», ha scritto in un editoriale a corredo dello studio. «Questo ha un piccolo numero di risultati (solo 35 casi incidenti di cancro al seno), le donne non sono state tutte sottoposte a screening per il cancro al seno con la mammografia, erano a conoscenza del tipo di dieta che ricevevano, erano tutte bianche, in post-menopausa e ad alto rischio di malattia cardiovascolare».
Certo, però, è ormai assodato che la dieta mediterranea abbia notevoli benefici per la salute cardiovascolare. Ora c’è un indizio che possa prevenire anche il cancro al seno: una ragione in più per seguirla fedelmente.