Un esame del sangue potrebbe prevedere le ricadute

   D-Repubblica, Salute Seno, Marta Musso, 03/09/2015

Lo studio è stato condotto su poche pazienti, ma i risultati sono promettenti: il test individua chi avrà una recidiva 8 mesi prima della Tac


Un semplice esame del sangue potrebbe rivelare il rischio di un ritorno del tumore al seno circa otto mesi prima rispetto alla Tac o alla risonanza magnetica. Lo dimostra, in uno studio pubblicato su Science Translational Medicine, l'equipe di ricercatori statunitensi e britannici guidata da Nicholas Turner della Breakthrough Breast Cancer Research Centre presso l'Istituto di ricerca sul cancro di Londra.

Un test per capire chi è più a rischio di recidiva. Secondo gli studiosi il nuovo test sarebbe in grado di rilevare nel flusso sanguigno tracce di Dna tumorale rimaste dopo il trattamento chirurgico. In questo modo sarebbe possibile individuare le donne che hanno la necessità di sottoporsi a trattamenti antitumorali, come la chemioterapia, e quelle che posso invece evitarli. Così “con l'utilizzo del test del sangue, potremmo essere in grado di prevedere meglio chi è a rischio di recidiva. Questo è stato il primo studio a dimostrarlo, e molte altre ricerche saranno richieste prima che si possa applicare nelle aziende ospedaliere”, ha spiegato Turner.

Lo studio. I ricercatori hanno eseguito il test su 55 pazienti affette da tumore al seno, che erano state trattate con chemioterapia seguita da chirurgia, prelevando regolarmente i campioni di sangue per circa due anni dopo l'intervento chirurgico. Nel mesi successivi quindici pazienti hanno presentato una ricaduta, e di queste 12 sono state identificate con il test del sangue circa otto mesi prima. Per le altre tre invece non era stato possibile, poiché il test è in grado rilevare tumori metastatici diffusi in tutte le parti del corpo, tranne il cervello, dove la barriera emato-encefalica ha impedito al Dna tumorale di entrare nel flusso sanguigno.

I risultati promettenti. Secondo l'equipe, nonostante il campione molto ristretto, il test potrebbe davvero fare la differenza permettendo di identificare le pazienti da sottoporre a chemioterapia o altri trattamenti con un anticipo di 8 mesi circa, con un conseguente aumento delle possibilità di sopravvivenza.

Fonte: Mutation tracking in circulating tumor DNA predicts relapse in early breast cancer