I tanti reggiseni di una donna

   Gioia Locati, Col senno di poi ..., blog.ilgiornale.it, 07/10/2015


È il mese della prevenzione del tumore al seno. Si trovano opuscoli e volantini ovunque a ricordarci di prenderci cura di noi stesse. Scelgo di parlarvi dell’iniziativa di Andos, associazione donne operate al seno, primo, perchè ho un debole per questa rete di volontarie sparpagliate negli ospedali (che dedicano tempo e attenzioni e telefonate a chi hanno conosciuto in corsia, anche dopo diversi anni). Secondo: perché, ancora una volta, le donne dell’Andos dimostrano di investire energie in progetti utili.

Dopo un’intervento al seno c’è bisogno di un reggiseno (anche di un rossetto, però, lo dico per chi “non sa cosa portare all’amica in ospedale”). C’è la ferita dolente, ci sono i punti, talvolta una protesi. E il chirurgo parla chiaro: “Via i ferretti, le coppe imbottite, le strozzature: andate dall’ortopedico a prendere un reggiseno post intervento”.

Fuori dagli ospedali i reggiseni come chirurgo comanda costano dai 120 euro in su. Senza avere niente di speciale, sono in cotone morbido e allacciati sul davanti. Ne servono almeno due. Eccoci all’iniziativa. Andos, in collaborazione con Kiabi, azienda francese di moda a piccoli prezzi, promuove il reggiseno post operatorio a 15 euro. In cotone elasticizzato, sostenuto e senza ferretti. Lo si acquista sul sito kiabi.it

Acquistando il reggiseno – o un qualsiasi capo della collezione contrassegnata dal cuoricino rosa – un euro della cifra verrà devoluto all’ Andos.

C’è da aggiungere che questo reggiseno che oggi vi ricorda il trauma – e che quanto prima sostituirete con la vostra lingerie preferita – è perfetto per praticare sport. Suggerisco di considerarlo per quello che è: un reggiseno fra i tanti della vostra vita (perlomeno non vi è costato un occhio).

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