Samy, un dono contro i tumori

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LA BENEFICENZA
In memoria di una trentaseienne morta per un cancro al seno, sreening gratuito a Varese per trecento donne

L’iniziativa nasce da un evento emotivo - la morte di una giovane donna, Samy Vanoli, 36 anni, mancata pochi mesi fa per un tumore al seno - ma ha premesse scientifiche rigorose. A garantirlo è l’Andos Insubria, onlus di Varese che da sempre fa della prevenzione in questo tipo di tumore la propria bandiera.
«Siamo rimasti profondamente colpiti dalla storia di Samy, che nella sua breve vita ha avuto tanti amici che hanno voluto ricordarla con un gesto tangibile: organizzando un evento sportivo all’Olympus fitness club nei mesi scorsi - spiega Gigi Macrellino, il neopresidente dell’Andos Insubria -. Tutto il ricavato è stato consegnato al marito di Samy, che a sua volta ha voluto affidarlo a noi».

E da quel dono è stata organizzata in questi mesi un’iniziativa importante: sensibilizzare alla prevenzione nel tumore al seno le donne che non rientrano nello screening previsto dal servizio sanitario nazionale, che copre la fascia di età dai 50 ai 69 anni.
«Noi interveniamo per le altre fasce d’età, ma, sia chiaro, il nostro non è uno screening - spiega subito la coordinatrice scientifica dell’Andos Insubria, la professoressa Liliana Colombo -. Potranno rivolgersi a noi, per una mammografia bilaterale e/o una ecografia, le donne che rientrano in queste fasce d’età: 30-39 anni, 40-49 e dai 70 in su».
A trecento di loro è riservato l’esame strumentale, gratuito, presso il Centro diagnostico San Carlo di Varese, in via Cesare Correnti 2. Basterà prendere appuntamento con la segreteria dell’associazione, allo 0332-232703.
«Nella donna un tumore su tre è al seno - spiega la professoressa Colombo -. L’incidenza per il 2014 (dati dell’Associazione italiana di Oncologia Medica e dell’Associazione italiana Registri Tumori), è stata di 48.200 casi, più altri mille che hanno colpito l’uomo, sempre alla mammella. L’incidenza cumulativa, cioè il numero di casi per anno, contempla il rischio di ammalarsi per una donna su otto, considerando l’arco di vita da 0 a 84 anni.
L’età rappresenta un fattore di rischio, visto che l’incidenza del rischio di ammalarsi dai 50 ai 69 anni cresce del 5,4 per cento (una donna su diciotto), e del 4,5 per cento tra i 70 e gli 84 anni (1 donna su 22). Ma se si guarda all’età precedente, fino ai 49 anni, il rischio di ammalare di tumore al seno aumenta fino al 2,3 per cento, cioè una donna su 43.
In più le curve d’incidenza non dicono che questo tipo di tumore sia aumentato, ma che ci sia un trend d’aumento prima dei 49 anni e dopo i 70, quindi al di fuori dello screening nazionale».
Ecco quindi che iniziative come il Progetto Samy assumono un’importanza fondamentale nell’ambito della prevenzione, perché prima avviene la diagnosi più aumenta la sopravvivenza della paziente e diminuisce l’invasività della terapia.
Anche la sopravvivenza media è molto alta: a cinque anni dalla diagnosi raggiunge l’85 per cento. Infine una nota di speranza: dalla fine degli anni Ottanta è stata osservata una moderata ma continua tendenza alla diminuzione della mortalità per carcinoma mammario (-1 per cento all’anno), attribuibile proprio alla diagnosi precoce, oltre che ai progressi nel campo della terapia.
«Ecco perché l’ultimo dono degli amici e del marito di Samy in suo ricordo è così importante - conclude il presidente Macrellino -. L’annuncio dell’avvio del Progetto Samy, come l’abbiamo chiamato, verrà dato il prossimo 28 ottobre in occasione della Cena d’Autunno dell’Andos Insubria, in programma al Golf Club di Luvinate».

Renata Manzoni

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