Gli integratori con antiossidanti facilitano la diffusione dei tumori?

   D-Repubblica, Salute Seno, Daniele Pirozzi, 11/11/2015


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È quello che sostiene uno studio dell'Università di Göteborg,in Svezia. Facciamo chiarezza insieme a Enrico Garattini, responsabile del Laboratorio di Biologia molecolare dell'Istituto Mario Negri di Milano



Potrebbero gli antiossidanti, da tempo considerati i protettori delle nostre cellule, rivelarsi alleati del cancro? Sembrerebbe di sì: il condizionale è d'obbligo, ma le prove a sostegno di questa tesi stanno aumentando. Una tesi che preoccupa, considerati anche gli anni di diffusione mediatica sulla loro capacità di proteggere le cellule dai radicali liberi, agenti chimici in grado di danneggiare il Dna causando tumori. Invece ora, secondo uno studio pubblicato su Science Translational Medicine e condotto da Martin Bergö e il suo team dell'Università di Göteborg, in Svezia, il loro utilizzo eccessivo tra pazienti con melanoma potrebbe, al contrario, favorire la diffusione del tumore in altri organi del corpo. Parliamo non degli antiossidanti contenuti nei cibi, ma di quelli assunti sotto forma di integratori: sono proprio questi ultimi, ampiamente utilizzati, a essere al centro dello studio di Bergö e colleghi.

I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo aver somministrato, in dosi simili a quelle solitamente assunte dalle persone tramite integratori, l'antiossidante N-acetilcisteina (NAC) a topi modificati geneticamente per essere predisposti a sviluppare il melanoma. Rispetto a un gruppo di topi modificati ma nutriti senza antiossidanti aggiuntivi, si è osservata una percentuale doppia di cellule tumorali nei linfonodi, uno dei segnali di inizio del processo di metastasi, ovvero della diffusione del cancro.

Al contrario, non sono apparse differenze tra i due gruppi nel numero di tumori cutanei, a indicare come l'effetto nocivo dell'antiossidante non comprenderebbe la capacità di causare un nuovo tumore, ma quella di facilitare i processi di migrazione di cellule pericolose già esistenti. Un processo che potrebbe verificarsi anche nell'essere umano considerando che, aggiungendo NAC o una forma di vitamina E a cellule di melanoma umano in coltura, è migliorata la capacità delle cellule tumorali di muoversi e invadere le membrane vicine. Un anno fa, lo stesso gruppo di ricerca aveva condotto uno studio su integratori con antiossidanti e tumore al polmone, giungendo a risultati simili.

Sebbene il fenomeno appaia strano e controverso sembrerebbe, purtroppo, di semplice comprensione: “Gli antiossidanti possono probabilmente proteggere sia le cellule sane che le cellule tumorali dai radicali liberi", ha detto Bergö.

Ma in quale misura questi risultati che, lo ricordiamo, sono stati ottenuti a livello sperimentale sui topi, possono essere rapportati all'essere umano? “Il passaggio non è affatto semplice”, risponde Enrico Garattini, responsabile del Laboratorio di Biologia molecolare dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano: “Bisogna prima di tutto distinguere i possibili effetti di elevate dosi di antiossidanti su pazienti oncologici e su persone sane: gli studi clinici controllati condotti su queste ultime riportano risultati in generale contraddittori e comunque poco significativi. Intendo dire che sia i vantaggi sia gli svantaggi osservati sono minimi, di poco conto. Nelle persone che hanno già sviluppato un tumore, invece, le evidenze sembrano indicare estrema cautela. In linea con lo studio di Bergö e colleghi, infatti, sembra che quando questi regimi dietetici basati su integratori vengono utilizzati in pazienti oncologici, in generale ci sia un peggioramento e un aumento del rischio di ricaduta. Inoltre ci sono prove che gli antiossidanti, assunti durante il trattamento chemioterapico, hanno l'effetto di diminuire il potere antitumorale dei farmaci”.

E per quanto riguarda il tumore al seno? “Alcune ricerche - continua Garattini - riportano una leggera riduzione del rischio di carcinoma mammario in donne che hanno fatto uso di integratori per 8-10 anni, ma si parla di effetti bassissimi, con una percentuale di riduzione del rischio minima e al limite della significatività. Altri studi, invece, non dimostrano alcun effetto, e altri ancora indicano, al contrario, un leggero aumento del rischio".

Un panorama complesso e caratterizzato da dati contrastanti, quindi, quello degli integratori con antiossidanti, nel quale appare comprensibilmente difficile muoversi e fare chiarezza. Per uscire da questa impasse, Garattini afferma: “Consiglierei di stare alla larga dagli integratori perché ad oggi non c'è alcuna evidenza dal punto di vista scientifico della loro utilità. Il mio consiglio è quello di seguire una dieta variegata, senza l'utilizzo di integratori contenenti sostanze che vengono già assunte nelle quantità necessarie attraverso un’alimentazione equilibrata”.

Riferimenti: K. Le Gal et al., “Antioxidants can increase melanoma metastasis in mice,” Science Translational Medicine, 2015, doi:10.1126/scitranslmed.aad3740.


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