La proposta degli oncologi: mammografia dai 45 ai 74 anni

   HealthDesk, 11/11/2015

TUMORE AL SENO

Estendere lo screening per la diagnosi precoce del cancro al seno a tutte le italiane a partire dai 45 anni e fino ai 74 anni.
La proposta arriva dagli oncologi italiani a margine dell’International Meeting on New Drugs in Breast Cancer, che si apre domani a Roma.
«Lo screening nelle donne dai 50 ai 69 anni ha contribuito in maniera determinante a ridurre di quasi il 40% la mortalità per cancro del seno nell’ultimo ventennio», ha spiegato Francesco Cognetti, direttore dell’Oncologia Medica del Regina Elena di Roma e presidente del Convegno giunto alla quarta edizione. «L’età del primo esame va abbassata per tutte le donne a 45 anni e i controlli devono proseguire fino ai 74. Oggi solo due Regioni, Emilia Romagna e Piemonte, hanno ampliato in maniera strutturata la fascia d’età da coinvolgere nei programmi di screening».
Nel 2015 sono stimati in Italia circa 48.000 nuovi casi di tumore del seno, 692.955 donne vivono con una diagnosi per questa patologia.
«L’innovazione prodotta dalla ricerca ha permesso di raggiungere risultati importanti. In quindici anni le percentuali di guarigione sono cresciute di circa il 10%, passando dal 78 all’87 per cento. Si tratta di un risultato eccezionale, da ricondurre alle campagne di prevenzione e a trattamenti innovativi sempre più efficaci. E, se si interviene ai primissimi stadi, la sopravvivenza raggiunge il 98 per cento», ha aggiunto Cognetti. «Ma il tumore del seno resta la più frequente causa di morte per cancro nel sesso femminile anche fra i 40 e i 50 anni. Vanno quindi sensibilizzate le donne ad aderire alla mammografia ed è necessario che le Istituzioni siano pronte a recepire le indicazioni che provengono dalla comunità medico-scientifica».